Quando verrai

martedì, settembre 29, 2009 21:10 | Filled in laura pugno

cop_verrai“Non è questa l’ora per il dolore, verrà ma non è questa. Ora ricorda tutto, quello che è successo, ricorda il futuro. Sono venuti a prenderla e lei è pronta. Montserrat lo sa, sta per dire, vado a chiamarla. Eva si affaccia sulle scale e dice, sono qui”.

 

Così finisce il libro Quando verrai di Laura Pugno (Minimum fax editore). Ho potuto scriverla la fine, perché questo finale ha in sé tutto il libro ma non racconta e non risolve la storia del libro. Non è questa l’ora per il dolore sono parole che lì alla fine del libro ti squarciano letteralmente il cuore.

 

Ho letto il primo racconto del primo libro di Laura Pugno, Sleepwalking, una mattina seduta in aula dell’università mentre aspettavo l’inizio di una lezione, due anni fa, e sono dovuta correre fuori per respirare. C’era qualcosa nella sua scrittura che andava oltre la storia, oltre il racconto, che toccava corde primitive del mio stare al mondo e che lo faceva scricchiolare. Poi ho letto Sirene e ho pensato che questa donna era matta, sì, matta, che immaginava e vedeva cose da effetti speciali, da droghe stupefacenti che avrei voluto provare. Poi le ho scritto, poi l’ho anche incontrata. Poi è una ragazza che di matto ha solo il talento della scrittura.

 

Domani porto questo libro a scuola dai miei ragazzi. Io voglio che lo leggano. Che lo leggano per la prossima settimana e che ne parlino con me. Perché questo libro è una favola, un viaggio, una metafora, una visione, una storia d’amore e di morte di eterna bellezza.

 

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