Accattatevello pure voi!

giovedì, novembre 19, 2009 21:57 | Filled in giulio mozzi

nonuncorso_lores

 

Non parlo di questo libro perché Giulio è una persona per me importante. Ma perché questo è un libro importante. E tutti gli amici di Giulio o i suoi lettori magari mi si rivolteranno contro, e probabilmente Giulio stesso, ma questo è il libro più bello che ho letto di Giulio Mozzi. Oooooohhh! Mi sento già la sgommata alle spalle.

 

Ho letto quasi tutti (o almeno penso), vabbè prima che mi arrivi la verifica scritta, diciamo molti dei libri di questo scrittore. Sono tutti libri per me molto importanti, ma non li ho amati mica tutti allo stesso modo e mica tutti per intero. Il penultimo (Corpo morto e corpo vivo), per esempio, è un libro coraggioso ma non è un libro che amo, è un libro del quale non scriverò. In tutti i suoi libri dove c’è narrazione è presente quella cosa che ti tiene attaccato alla sua scrittura e che, come ho già detto, ti fa venire voglia di scrivere, ti fa credere tutto possibile (con la scrittura) e questa è una trappola micidiale, se poi non lo sai fare. Però non so dire perché. Invece, ancora una volta è stato più bravo lui e lo ha detto qui. In questo libro. Tutto quello che in questo libro non è detto è il genio dell’invenzione, è il suo essere scrittore. Ed è comunque detto con quel talento lì di narratore.

 

L’ho letto due volte a fila in questi giorni. E lo ricomincerei di nuovo e poi di nuovo. Perché dice le cose che ogni persona interessata alla scrittura vorrebbe sentirsi raccontare. Perché ti sembra di avere di fronte Giulio a casa sua, a cena o al bar. Perché porge le cose con una semplicità ma con un’autorevolezza che gli credi incondizionatamente.

 

In questo libro c’è tutto ciò che Giulio Mozzi è (per quello che è per me lettrice). Tutto ciò che è come narratore, come insegnante e anche come uomo (per ciò che del suo essere uomo mi è dato sapere).

 

“Buondì” è la prima parola del libro. Buondì è la prima parola che vedi scritta quando scrivi una mail a Giulio. Buondì è la prima parola che ti dice quando ti risponde al telefono. Con quel Buondì entri in un mondo. Il mondo generoso e clamoroso e ambizioso di Giulio Mozzi. Che non ti può insegnare a diventare scrittore, ma ti racconta tutto ciò che sa per provarci, perché “i sentimenti, la creatività, l’ispirazione hanno bisogno della tecnica”.

 

 Il finale del libro:” Ricordate che nella scrittura e nella narrazione, così come per le altre arti, la cosa più importante e misteriosa è, di solito, proprio sotto il vostro naso. Io ho sperimentato questo : e vi auguro di sperimentarlo”.

 

E poi l’ultima parola è “Arrivederci”. La porta è ancora e sempre aperta.

 

Giulio Mozzi, (non) Un corso di scrittura e narrazione, Terre di Mezzo editore.

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2 commenti to Accattatevello pure voi!

  1. Sandra Mazzinghi says:

    novembre 20th, 2009 at 21:36

    Cara Patrizia, non lo conosco Mozzi, ma poco fa ho ordinato il tuo libro su ibs e ho aggiunto anche questo di cui parli in questo post!
    Ora aspetto con ansia l’arrivo e me li divorerò
    Con stima. Sandra

  2. patrizia patelli says:

    novembre 20th, 2009 at 22:56

    Brava, Sandra, non te ne pentirai. ciao!

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