Attesa

domenica, novembre 29, 2009 16:38 | Filled in patrizia

la bella addormentataHo latitato in questi giorni. E’ perché sono stanca. Tra pochi giorni l’ennesimo trasloco (ne ho fatti più o meno 5 o 6 da quando sono mamma) e non ho ancora cominciato a metter via. Ma c’è una stanchezza più forte di quella fisica. Una stanchezza che è come una palla grossa, ferma, immobile, che se ne sta dentro il mio corpo e lo rende insensibile. Io so che le mie emozioni in questo periodo si stanno dando appunatmento da qualche parte e quando sentirò dolore in quella parte avrò capito finalmente dove.

 

Quando arriva questa palla non c’è una particolare gioia né una particolare voglia. Non c’è voglia di ridere. Non c’è possibilità di divertimento o di rilassamento. Ci sono i baci per i miei figli ma non c’è contatto di corpo con tutto il resto del mondo che non si chiami Lorenzo o Benedetta.

 

E allora aspetto che torni la gioia, la felicità, la leggerezza e che torni l’amore. La voglia di stringermi e di stringere, la fiducia.

 

Ciò che è tornato in questi giorni è la malinconia. Malinconia di carezze e di voci dolci, di parole belle e rassicuranti. C’è anche che ieri quattro anni fa moriva mia mamma e davvero mi manca. Mi manca quando sono stanca. Malinconia di qualcuno che dica: non ti preoccupare ci sono qua io per te (e questo l’avevo già scritto nel libro, mi pare, pazienza, continua  a mancare), non ti preoccupare io ti voglio bene comunque, qualsiasi cosa succeda. Che la tenerezza si sostituisca al rimprovero, che chi è sempre pronto a mettere in risalto i difetti faccia una lista dei pregi e me li faccia vedere attraverso i suoi occhi.

 

E allora, mi viene da chiedere: vi capita spesso di sentirvi così? Quando è stato che avete aspettato una ripartenza? Che la vita ha ripreso a correre? E quando avete avuto la sensazione che si fosse fermata? Mi piacerebbe saperlo. Se, però, non avete tempo o voglia o spazio per rispondere, pazienza. Una cosa che succede ancora è riuscire ad aspettare.

 

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4 commenti to Attesa

  1. Andrea says:

    novembre 29th, 2009 at 22:18

    Certo. Capita a volte che mi fermo, o che il mio percorso della vita mi sembra che si fermi.
    E allora attendo e non posso fare altro. Aspetto e attendo.
    Questo è uno di questi periodi di, come la chiami tu, malinconie.
    Riprendo le tue perole che sento pure mie…”E allora aspetto che torni la gioia, la felicità, la leggerezza e che torni l’amore. La voglia di stringermi e di stringere, la fiducia”.
    E come dice il filosofo: “quando l’allievo è pronto, il maestro arriva”
    A.

  2. patrizia patelli says:

    novembre 29th, 2009 at 22:50

    Insieme in attesa, Andrea.

    Patrizia

  3. alberto says:

    novembre 30th, 2009 at 16:13

    :-/

  4. enzo says:

    novembre 30th, 2009 at 17:23

    Si certo capita di sentire dentro una dolce e struggente malinconia. Malinconia di suoni, persone, luoghi e odori… Malinconia di anime che ci hanno lasciato ma che continuano a riflettersi in ogni nostra azione o pensiero. Ogni vita si dipana tra partenze, assenze, ricordi ed emozioni. Fermarsi a volte è necessario! Necessario per dare nuova forma e sostanza a ciò che siamo, per andare incontro al futuro. Se il caso con nostalgia, comunque andando avanti cercando di portare seco nella valigia dei ricordi ogni frammento di vita indimenticabile. Così si impara ad amare anche “un’assenza”, che se guardi bene… continua ad essere presenza. Enzo Cardone

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