<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Istèria &#187; la narrativa del resto</title>
	<atom:link href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/category/la-narrativa-del-resto/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74</link>
	<description>mal di parole</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Apr 2011 07:23:37 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Qualcosa è cambiato</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/qualcosa-e-cambiato.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/qualcosa-e-cambiato.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[la narrativa del resto]]></category>
		<category><![CDATA[occasione]]></category>
		<category><![CDATA[pane e coraggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=389</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Ora il sereno è ritornato le campane suonano per il vespero ed io le ascolto con grande dolcezza. Gli uccelli cantano festosi nel cielo perché? Tra poco e primavera i prati meteranno il suo manto verde, ed io come un fiore appasito guardo tutte queste meraviglie&#8221; 
                                                                  Scritto su un muro di campagna
 
Con questa epigrafe comincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Ora il sereno è ritornato le campane suonano per il vespero ed io le ascolto con grande dolcezza. Gli uccelli cantano festosi nel cielo perché? Tra poco e primavera i prati meteranno il suo manto verde, ed io come un fiore appasito guardo tutte queste meraviglie&#8221;</em> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">                                                                  <span style="font-size: x-small;">Scritto su un muro di campagna</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Con questa epigrafe comincia una poesia di Andrea Zanzotto che si intitola &#8220;Colloquio&#8221; e che fa parte della raccolta &#8220;Vocativo&#8221; degli anni &#8216;50.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/chaplin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-390" title="chaplin" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/chaplin.jpg" alt="chaplin" width="84" height="127" /></a>Io penso che ci sia una bellezza nelle persone che non ha niente a che fare con il loro grado di istruzione o con le trasmissioni che guardano o con i libri che non leggono. Io penso che ci siano persone che si chiudono dentro il muro del loro privilegio di classe non sociale, ma culturale, e che sono il male più grande della nostra società. Dello stesso male sono portatori coloro che continuano a scegliere di restare nell&#8217;ignoranza, anche quando viene loro offerta un&#8217;occasione diversa, of course. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Io penso che c&#8217;è molta bellezza in chi intravede una strada e chiede aiuto, e prova a capire, e cerca un modo per sperimentare qualcosa di diverso. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ci vuole molto coraggio a esprimersi sapendo o credendo di non esserne capaci. Ci vuole molto coraggio a chiedere aiuto. Ce ne vuole molto poco a barricarsi dietro montagne di parole e di saperi che non potendo aiutare nessuno non servono a nulla. Non c&#8217;è un&#8217;elezione di sentire nel disagio di stare al mondo. Il male di vivere appartiene a tutti, che abbiano o no gli strumenti per esprimerlo. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non penso che questo sia un pensiero democratico. Penso che sia un pensiero d&#8217;amore verso tutti gli uomini e le donne che come me provano a stare in piedi in questo mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/qualcosa-e-cambiato.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corpo e sangue</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/corpo-e-sangue.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/corpo-e-sangue.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 13:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[demetrio paolin]]></category>
		<category><![CDATA[la narrativa del resto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=274</guid>
		<description><![CDATA[Io non so scrivere le recensioni dei libri, per vari motivi. Una delle ragioni fondamentali è che non sono una studiosa di letteratura e quindi non so esattamente cosa succede nel mondo dei libri, un altro è che se i libri che leggo mi prendono il cuore, ci naufrago dentro e perdo il sangue freddo che serve a un occhio critico, il terzo è che sono dislessica e non riesco a essere coerente nell’argomentazione. Però due righe su questo libro qui ho bisogno di spenderle. Prima di tutto perché mi piacerebbe che tutti coloro che hanno in biblioteca il mio libro, lo mettessero vicino al libro di Demetrio. Perché questi due libri, Gli ultimi occhi di mia madre e Il mio nome è legione, sono, se non fratelli, quanto meno cugini, nascono da urgenze vicine e parlano la stessa lingua. Per dirla in un modo che non piace a tutti ma che a me e Demetrio piace moltissimo, hanno lo stesso sangue. Due libri che tra loro possono dialogare. Uno scritto da una donna e l’altro da un uomo che sono nati nello stesso anno. Scritti da due torinesi, uno adottato dalla Mole e l’altra scappata. Scritti col corpo e col sangue, checché se ne dica qui. Perché io penso che il corpo sia tante cose e che il corpo di un libro sia tante cose e che il corpo e il sangue di un romanzo siano tante cose perché un romanzo è tante cose. Senza scomodare trame forti, personaggi forti, finali forti, fiction, autofiction, e la fessa di mammata direbbe mia nonna Eva che sta cercando di sopravvivere alla morte di una figlia che non ha i mezzi e gli strumenti per comprendere. Senza indicare ed etichettare sti scrittori che si guardano l’ombelico quasi non avessero niente di meglio da fare che raccontare i fatti loro perché non hanno abbastanza genio per raccontare la vita degli altri e che, mi raccomando, siano altri inventati e costruiti.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/legione_copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-273" title="legione_copertina" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/legione_copertina.jpg" alt="legione_copertina" width="158" height="209" /></a></p>
<p><span style="font-size: small;">Io non so scrivere le recensioni dei libri, per vari motivi. Una delle ragioni fondamentali è che non sono una studiosa di letteratura e quindi non so esattamente cosa succede nel mondo dei libri, un altro è che se i libri che leggo mi prendono il cuore, ci naufrago dentro e perdo il sangue freddo che serve a un occhio critico, il terzo è che sono dislessica e non riesco a essere coerente nell’argomentazione. Però due righe su questo libro qui ho bisogno di spenderle. Prima di tutto perché mi piacerebbe che tutti coloro che hanno in biblioteca il mio libro, lo mettessero vicino al libro di Demetrio. Perché questi due libri, <em>Gli ultimi occhi di mia madre</em> e <em>Il mio nome è legione</em>, sono, se non fratelli, quanto meno cugini, nascono da urgenze vicine e parlano la stessa lingua. Per dirla in un modo che non piace a tutti ma che a me e Demetrio piace moltissimo, hanno lo stesso sangue. Due libri che tra loro possono dialogare. Uno scritto da una donna e l’altro da un uomo che sono nati nello stesso anno. Scritti da due torinesi, uno adottato dalla Mole e l’altra scappata. Scritti col corpo e col sangue, checché se ne dica <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2009/08/31/a-proposito-di-un-tentativo-di-descrizione-di-una-tendenza-in-atto-nella-narrativa-italiana/">qui</a><strong>.</strong> Perché io penso che il corpo sia tante cose e che il corpo di un libro sia tante cose e che il corpo e il sangue di un romanzo siano tante cose perché un romanzo è tante cose. Senza scomodare trame forti, personaggi forti, finali forti, fiction, autofiction, e la fessa di mammata direbbe mia nonna Eva che sta cercando di sopravvivere alla morte di una figlia che non ha i mezzi e gli strumenti per comprendere. Senza indicare ed etichettare sti scrittori che si guardano l’ombelico quasi non avessero niente di meglio da fare che raccontare i fatti loro perché non hanno abbastanza genio per raccontare la vita degli altri e che, mi raccomando, siano altri inventati e costruiti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ho incontrato Demetrio al Salone del Libro di Torino il giorno prima di aver acquistato il suo Legione alla libreria Feltrinelli di piazza Castello dove era impilato su una montagna molto alta. L’ho iniziato in macchina senza particolari aspettative. L’ho letto che non pensavo che Demetrio potesse scrivere così. Così bene che io lo capivo. Io capivo la sua lingua, quello che stava intorno a ciò che raccontava. Capivo lo sforzo di raccontare quelle cose lì. Che c’era qualcosa di unico che non erano la trama, i personaggi, il finale. Era il filo disbrogliato che mi ha preso per mano all’inizio e che senza spezzarsi mi ha fatto fare tanti giri di vite e poi mi ha lasciato uscire dall’ultima pagina, contenta e spezzata insieme. Il viaggio che ho fatto leggendolo è stato un giro dentro le vene del libro. Non mi interessa se il sangue dentro il quale ho navigato scorreva nelle vene di Demetrio Paolin o quasi o in parte o certe volte o sempre. Importa che un viaggio io lo ho fatto. E quel viaggio era esattamente l’esplorazione di un mondo, che per quel che valeva in quel momento lì era tutto il mondo che mi interessava. Basta questo per fare di un libro un libro bello? Sì. Poi, magari non fa bello usare parole come sangue, corpo, bene, male perché sembrano le parole dei fighetti di sinistra medio borghesi o non mi ricordo che, ma a me sembrano parole bellissime. Sono le parole nelle quali credo, ciò che mi spinge ad andare avanti in un mondo complicato dove personalmente fatico a stare a galla tra le bollette e la spesa e i vaffanculo quotidiani, proprio come Demetrio Paolin e tutti quelli belli come noi. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/corpo-e-sangue.html"></a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/corpo-e-sangue.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La narrativa del resto</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-narrativa-del-resto.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-narrativa-del-resto.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 22:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[la narrativa del resto]]></category>
		<category><![CDATA[giulio mozzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=190</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217; articolo di seguito che copio e incollo è stato scritto oggi 19 agosto da Giulio Mozzi sul suo Vibrisse . 
Lo trovo geniale, ma soprattutto lo trovo utile per orientarsi tra le parole di oggi, per capire cosa succede. Leggetelo, leggete Giulio Mozzi e leggete ciò che Giulio Mozzi legge. 
 
Tentativo di descrizione di una tendenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">L&#8217; articolo di seguito che copio e incollo è stato scritto oggi 19 agosto da Giulio Mozzi sul suo Vibrisse . </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">Lo trovo geniale, ma soprattutto lo trovo utile per orientarsi tra le parole di oggi, per capire cosa succede. Leggetelo, leggete Giulio Mozzi e leggete ciò che Giulio Mozzi legge. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #800080;"><span style="font-size: medium;">Tentativo di descrizione di una tendenza in atto nella narrativa italiana (ovvero: come liberarsi dell&#8217;inutile categoria dell&#8217;autofiction)</span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><small>19 Agosto 2009 di vibrisse</small></p>
<div>
<div>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: small;">di <strong>giuliomozzi</strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tanti anni fa il signor René Descartes decise di mettere tutto in dubbio. Dopo aver dubitato e dubitato, </span><span style="font-size: small;">gli restò qualcosa, un <em>resto</em>, del quale non riuscì nonostante tutti gli sforzi a dubitare. “Poffarbacco”, pensò: “Sto pensando. E se sto pensando, esisto. Della mia esistenza, quantomeno della mia esistenza come essere pensante, non posso dubitare”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel 2006 le acque di quel bicchiere che sono le pagine culturali dei giornali furono agitate da un breve saggio di Antonio Scurati: <em>La letteratura dell’inesperienza</em>. Due anni prima furono agitate da un articolo di Mauro Covacich apparso in <em>L’Espresso</em> con il titolo </span><a href="http://www.robertoferrucci.com/archives/000105.html"><span style="font-size: small;">Ho le vertigini da fiction</span></a><span style="font-size: small;">. Scriveva Covacich: “Ogni cosa per essere reale dev’essere trasmessa, ma non solo – questa ormai è roba vecchia – anche ogni esperienza di vita è reale solo se pensata da chi la vive coi ritmi, le sequenze e le inquadrature di una fiction. Il concetto <em>la vita come un romanzo</em> ha cambiato più volte faccia fino ad arrivare a <em>la vita come un reality show</em>“. Scurati non diceva cose tanto diverse: “La distinzione tra il finzionale (<em>fictional</em>) e il fattuale (<em>factual</em>) non è più rilevante, prima ancora di non essere possibile”, “Oggi il problema si riformula così: come trasformare in opera letteraria quel mondo che è per noi l’assenza di <em>un</em> mondo. <em>Il</em> mondo non c’è, e per questo diventa urgente raccontarlo”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://vibrisse.wordpress.com/2009/08/19/tentativo-di-descrizione-di-una-tendenza-in-atto-nella-narrativa-italiana-ovvero-come-liberarsi-dellinutile-categoria-dellautofiction/#more-3702">leggi tutto l\&#8217;articolo</a></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><img title="testatavibrisse" src="http://vibrisse.files.wordpress.com/2009/08/testatavibrisse.jpg?w=449&amp;h=118" alt="testatavibrisse" width="449" height="118" /></span></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-narrativa-del-resto.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

