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	<title>Istèria &#187; narrazione generativa</title>
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	<description>mal di parole</description>
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		<title>Intervallo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazione generativa]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sembra interessante fermare il nostro racconto e fare una considerazione parecchio interessante. 
 
Enzo è un poeta. Io una narratrice. La mia scrittura è movimento in avanti, spinge per far andare avanti un&#8217;azione. La scrittura di Enzo è un microcosmo, un tutto racchiuso. Enzo ferma un momento e in quel momento lascia intravedere il prima, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/untervallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-790" title="untervallo" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/untervallo.jpg" alt="untervallo" width="118" height="89" /></a>Mi sembra interessante fermare il nostro racconto e fare una considerazione parecchio interessante. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Enzo è un poeta. Io una narratrice. La mia scrittura è movimento in avanti, spinge per far andare avanti un&#8217;azione. La scrittura di Enzo è un microcosmo, un tutto racchiuso. Enzo ferma un momento e in quel momento lascia intravedere il prima, il durante e il dopo. Io dico, preannuncio, azioni o pensieri che si faranno ancora azione e che non bastano a se stessi. La scrittura di Enzo tende all&#8217;infinito nel finito. La mia è fatta di tanti pezzi finiti che potrebbero continuare all&#8217;infinito.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E&#8217; come se Enzo cercasse sempre di catturare il maggior numero di cose possibili dentro poche parole che come tali non sono parole di cose ma parole-pensiero, parole che evocano e rimandano ad altri pensieri, ad altre parole ancora.  </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Questo è un bell&#8217;esempio di come la poesia sia differente dalla narrativa, o di come certa poesia sia differente da certa narrativa, perché la contaminazione ha dato origine a molte combinazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ma era pieno giorno&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 21:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazione generativa]]></category>
		<category><![CDATA[il nostro racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[“La prima volta che ti ho visto volare ho spento il motore e mi sono incantata a guardare. Ero sola in mezzo alla strada.

 

 
La notte cingeva d’assedio ogni mia illusione. Le stelle soffiavano vento sulle ali delle mie, delle tue possibilità inesplorate… In quel sogno di noi, tutto sembrava possibile! (Enzo)
 
 
Ma era pieno giorno e tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="FONT-SIZE: small"><em>“La prima volta che ti ho visto volare ho spento il motore e mi sono incantata a guardare. Ero sola in mezzo alla strada.</em></span></p>
<div>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/chagall-2.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-785" title="chagall 2" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/chagall-2.bmp" alt="chagall 2" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La notte cingeva d’assedio ogni mia illusione. Le stelle soffiavano vento sulle ali delle mie, delle tue possibilità inesplorate… In quel sogno di noi, tutto sembrava possibile! (Enzo)</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>Ma era pieno giorno e tu passavi per davvero in quel cielo e di stelle in agenda non ne contavo più. L&#8217;automobile obbediva ai miei comandi ma la voce no e si era fermata. Il telefono continuava a strillare ma io proprio non potevo rispondere, non potevo più parlare.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’anima, sa essere un fiume in piena quando il dolore stringe d’assedio, pelle, ossa, mente e cuore. Quel giorno non sapevo cosa sarebbe stato della vita; di una vita stracciata e delusa, eppure non ancora vinta! Chiusi gli occhi, una, due, tre volte… per ritrovare il tutto che da sapore al niente delle stagioni… Guardare l’ora, la stessa di ieri. La medesima di oggi. Nostalgia del futuro. Poco alla volta mi accorsi che la voce tornò a sfiorarmi le corde del futuro… Nostalgia del futuro! (Enzo)</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></div>
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		<title>La prima volta che ti ho visto volare</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazione generativa]]></category>
		<category><![CDATA[il nostro racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici e amiche, grazie per le parole che mi avete mandato in privato o in pubblico. Davvero mi fanno sentire meno sola. Ogni tanto ci ricado, mi sento sola. E&#8217; un fatto.
 
Per stare con voi mi piacerebbe scrivere una cosa tutti insieme. Io ci metto l&#8217;attacco e poi possiamo provare ad andare avanti.  Vediamo cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Cari amici e amiche, grazie per le parole che mi avete mandato in privato o in pubblico. Davvero mi fanno sentire meno sola. Ogni tanto ci ricado, mi sento sola. E&#8217; un fatto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per stare con voi mi piacerebbe scrivere una cosa tutti insieme. Io ci metto l&#8217;attacco e poi possiamo provare ad andare avanti.  Vediamo cosa ne viene fuori.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em> </em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/chagall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-779" title="chagall" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/chagall.jpg" alt="chagall" width="119" height="86" /></a></em></span><span style="font-size: small;"><em>&#8220;La prima volta che ti ho visto volare ho spento il motore e mi sono incantata a guardare. Ero sola in mezzo alla strada</em>&#8230;.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Andrea e Luca</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 20:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazione generativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea, che di mestiere fa lo psicoterapueta, ha scritto in un commento appena più sotto:
 
&#8220;Sto leggendo il tuo libro, sembra tu l’abbia scritto nella stanza d’analisi, mi viene in mente che sia molto pasoliniano, nel senso dell’autore che entra in relazione con il lettore attraverso il proprio corpo, che mostra il suo corpo e ne fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Andrea, che di mestiere fa lo psicoterapueta, ha scritto in un commento appena più sotto:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Sto leggendo il tuo libro, sembra tu l’abbia scritto nella stanza d’analisi, mi viene in mente che sia molto pasoliniano, nel senso dell’autore che entra in relazione con il lettore attraverso il proprio corpo, che mostra il suo corpo e ne fa testo, arte, oggetto di analisi, d’opinione. Il corpo gioca con la vita e la morte e sembra che tu ci voglia giocare fino in fondo&#8221;.</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;">                                </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/11/arcana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-715" title="arcana" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/11/arcana.jpg" alt="arcana" width="120" height="90" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zjNRvPqYIf4">Ascolta Arcana</a></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E dice due cose fondamentali e le dice come le sa dire uno che lo sa fare. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La prima: &#8220;<em>sembra tu l&#8217;abbia scritto in una stanza d&#8217;analisi</em>&#8220;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Io nella stanza d&#8217;analisi ci sono entrata un poco dopo. L&#8217;analisi che io ho fatto si chiama emdr ed è stata l&#8217;esperienza più importante della mia vita perché mi ha messa al mondo e perché è andata a scovare nel mio immaginario storie incredibili, immagini e viaggi che sembravano farmi entarre in contatto con un&#8217;altra dimensione. In quei viaggi ho scritto pagine bellissime, ho toccato e parlato con mia madre, ho cercato spazi dove nessuno potesse farmi del male, sono stata un acaro gigante e poi una pagina che volava via, mi sono tolta pezzi di legno dalla pancia, e ogni cosa la costruivo a parole, scrivevo quello che vedevo parlando. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La seconda : &#8220;<em>dell’autore che entra in relazione con il lettore attraverso il proprio corpo, che mostra il suo corpo e ne fa testo, arte, oggetto di analisi, d’opinione. Il corpo gioca con la vita e la morte e sembra che tu ci voglia giocare fino in fondo</em>&#8220;. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Questa è la cosa!  Io sto lavorando proprio su questo. Sento l&#8217;esigenza di farmi corpo. Di fare della scrittura corpo. Di abolire il mezzo della pagina, di diventare io pagina, di fare della pagina il mio corpo e di fare del mio corpo pagina. Sto cercando il modo di farlo. Sto cercando il canale.  Quando scrivevo non lo sapevo. Lo facevo e basta. Ora lo so e cerco il modo per passare il confine.  Per scrivere col corpo. Dove mi porterà tutto ciò?</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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