C’è scrittore e Scrittore

mercoledì, gennaio 16, 2013 9:52 | Filled in senza categoria

 E’ nato prima l’uovo o la gallina? All’arte, e all’arte della Scrittura in particolare, importa che prima di tutto sia nato il Coccodè, il grido primordiale, la prima volta che un essere vivente, e l’uomo in particolare, ha emesso una voce, il suo pianto, il suo grido di dolore. E da che mondo è mondo la vita nasce così.

 

Ci sono gli scrivani, i colti, i dotti, gli esperti di scrittura. Poi ci sono gli Scrittori che non hanno certezze, non hanno un pensiero prima della parola, non hanno dogmi, stampelle, sicurezze, consolazioni, risposte. Loro conoscono il grido e continuano a imparare le parole perché mettere “i gridi “in parola significa tirarsi fuori dalle voci degli altri, sintonizzarsi su un canale che non va in filodiffusione ma nasce dal silenzio assordante di una stanza dove un uomo solo siede davanti a uno spazio bianco.

 

“All’origine (e non un’affabulazione concordata di origine ma l’unica origine possibile del linguaggio) stava il grido, cioè il verbo per eccellenza dell’ominide: il grido di dolore. Il linguaggio è l’organizzazione di quel grido, cui si affianca un altro e poi un altro ancora e così via, fino a creare la funzione del pensiero, che è una funzione di articolazione e di controllo e di organizzazione di quei gridi.

 (…)

 Non puoi dare parole false a un grido vero e non puoi dare parole vere a un grido falso.

 (…)

 Quando uno scrittore è colto e si sente che lo è, si sente subito l’odore rancido-libresco dello scrivano e comunque non si sente mai l’odore cavernoso dello Scrittore che non esce dal perimetro di quella gola tesa la vento che si apre e grida fuori un suono tremendo.

 (…)

 Io sono lo Scrittore e conosco il ritmo fisiologico della Scrittura dipanata da quel grido umano costante e inalterato e imprendibile oggi come nella notte dei tempi. “Coccodè”, punto e a capo finché esisterete, o umani, finché esisterà uno come me: lo Scrittore Perfetto, lo Scrittore del Coccodè – da non confondersi con lo scrittore-coccodè che, se non è ragliatore dei pensieri altrui, si dilunga sui suoi pensierini e non ci dice mai niente di ciò che veramente conta, di ciò che veramente ci sta in gola: come gridiamo noi umani in questo preciso istante.”

                                             

                                 Aldo Busi, Nudo di madre (Manuale del Perfetto Scrittore)

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