Corpo e sangue

martedì, settembre 1, 2009 14:29 | Filled in demetrio paolin, la narrativa del resto

legione_copertina

Io non so scrivere le recensioni dei libri, per vari motivi. Una delle ragioni fondamentali è che non sono una studiosa di letteratura e quindi non so esattamente cosa succede nel mondo dei libri, un altro è che se i libri che leggo mi prendono il cuore, ci naufrago dentro e perdo il sangue freddo che serve a un occhio critico, il terzo è che sono dislessica e non riesco a essere coerente nell’argomentazione. Però due righe su questo libro qui ho bisogno di spenderle. Prima di tutto perché mi piacerebbe che tutti coloro che hanno in biblioteca il mio libro, lo mettessero vicino al libro di Demetrio. Perché questi due libri, Gli ultimi occhi di mia madre e Il mio nome è legione, sono, se non fratelli, quanto meno cugini, nascono da urgenze vicine e parlano la stessa lingua. Per dirla in un modo che non piace a tutti ma che a me e Demetrio piace moltissimo, hanno lo stesso sangue. Due libri che tra loro possono dialogare. Uno scritto da una donna e l’altro da un uomo che sono nati nello stesso anno. Scritti da due torinesi, uno adottato dalla Mole e l’altra scappata. Scritti col corpo e col sangue, checché se ne dica qui. Perché io penso che il corpo sia tante cose e che il corpo di un libro sia tante cose e che il corpo e il sangue di un romanzo siano tante cose perché un romanzo è tante cose. Senza scomodare trame forti, personaggi forti, finali forti, fiction, autofiction, e la fessa di mammata direbbe mia nonna Eva che sta cercando di sopravvivere alla morte di una figlia che non ha i mezzi e gli strumenti per comprendere. Senza indicare ed etichettare sti scrittori che si guardano l’ombelico quasi non avessero niente di meglio da fare che raccontare i fatti loro perché non hanno abbastanza genio per raccontare la vita degli altri e che, mi raccomando, siano altri inventati e costruiti.

 

Ho incontrato Demetrio al Salone del Libro di Torino il giorno prima di aver acquistato il suo Legione alla libreria Feltrinelli di piazza Castello dove era impilato su una montagna molto alta. L’ho iniziato in macchina senza particolari aspettative. L’ho letto che non pensavo che Demetrio potesse scrivere così. Così bene che io lo capivo. Io capivo la sua lingua, quello che stava intorno a ciò che raccontava. Capivo lo sforzo di raccontare quelle cose lì. Che c’era qualcosa di unico che non erano la trama, i personaggi, il finale. Era il filo disbrogliato che mi ha preso per mano all’inizio e che senza spezzarsi mi ha fatto fare tanti giri di vite e poi mi ha lasciato uscire dall’ultima pagina, contenta e spezzata insieme. Il viaggio che ho fatto leggendolo è stato un giro dentro le vene del libro. Non mi interessa se il sangue dentro il quale ho navigato scorreva nelle vene di Demetrio Paolin o quasi o in parte o certe volte o sempre. Importa che un viaggio io lo ho fatto. E quel viaggio era esattamente l’esplorazione di un mondo, che per quel che valeva in quel momento lì era tutto il mondo che mi interessava. Basta questo per fare di un libro un libro bello? Sì. Poi, magari non fa bello usare parole come sangue, corpo, bene, male perché sembrano le parole dei fighetti di sinistra medio borghesi o non mi ricordo che, ma a me sembrano parole bellissime. Sono le parole nelle quali credo, ciò che mi spinge ad andare avanti in un mondo complicato dove personalmente fatico a stare a galla tra le bollette e la spesa e i vaffanculo quotidiani, proprio come Demetrio Paolin e tutti quelli belli come noi. 

 

 

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2 commenti to Corpo e sangue

  1. Istèria » A proposito di corpo e sangue says:

    settembre 2nd, 2009 at 13:09

    […] Gozzi mi ha scritto privatamente queste parole a proposito del post Corpo e sangue di ieri che considero importanti e che rendo […]

  2. Istèria » Il mio nome è legione says:

    ottobre 27th, 2009 at 22:20

    […] questo libro ho già detto qui. Non aspettatevi una presentazione come quelle che già avete visto o sentito, perché Demetrio è […]

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