Debora

lunedì, ottobre 19, 2009 11:37 | Filled in gli utlimi occhi di mia madre

Ho trovato il commento di Debora sul sito di Ibs. Purtroppo non riesco a rintracciarla da quel sito. Faccio un tentativo qui.

 

Debora, mi piacerebbe, se ne hai voglia, che tu scrivessi in modo un po’ più articolato ciò che hai scritto nel commento, magari con degli esempi. Mi interessa ciò che pensi. Grazie. Ciao. Patrizia  

 

copertina 1 

 Leggi il commento su www.ibs.it

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2 commenti to Debora

  1. Luca says:

    ottobre 19th, 2009 at 22:55

    Voglio bene a “gli ultimi occhi di mia madre”. E lo voglio difendere, non dalla critica ma dalla cattiveria perchè quelle parole non sono vere ma contengono rabbia, astio, un senso di frustrazione, non so per cosa e non mi interessa.
    So, ed è un bene, che non è possibile che qualcosa piaccia a tutti. Io non compero libri a scatola chiusa o perchè vengono pubblicizzati sui giornali. Me ne frego della promozione, alcuni libri che amo ne hanno molta, altri no. Io ho un mio metodo per scegliere i libri, e a volte, compero libri che non riescono a farsi volere bene, che mi danno la sensazione di aver buttato via il mio tempo, che mi deludono. E non è nemmeno una scuola che può far diventare scrittori – si può imparare a scrivere, come si può imparare a suonare o a dipingere. Il talento è un’altra cosa.
    Io conosco Patrizia perchè ho letto il suo libro e le parole che ha scritto sono così forti e vere che mi hanno fatto vivere tre giorni (tanto è stato il tempo ci ho dedicato) indimenticabili, nei quali sono stato felice perchè ho sentito fluire un’energia, la forza che solo le parole riescono a creare.
    Per me Patrizia è una scrittrice, fossi anche l’unico al mondo che lo pensa, per me è così.

  2. patrizia patelli says:

    ottobre 20th, 2009 at 07:39

    A Luca l’abbraccio di sempre. Quando torno a Torino, giuro che ti pago una pizza…

    Non ho postato il commento di Debora per tirarmi addosso complimenti. Ma per un’altra ragione. E cioè che più o meno le stesse cose mi erano state non dette ma riportate in un’altra occasione. Non posso dare riferimenti perché quando ho chiesto il consenso alla persona che me le ha riportate (il direttore di una rivista letteraria) me lo ha vietato con tutte le forze e con toni duri. Invece mi sembrava interessante e democratico scrivere anche le critiche. Quella era la prima, questa è la seconda e si assomigliano nelle parole e nei contenuti, quindi forse hanno un loro perché. Interessante poi era che entrambe le letture vengono da due donne, che entrambe sentono la scrittura come falsa. La prima in verità diceva anche che la mia scrittura era compiaciuta, che facevo di tutto per uscire da me stessa, ma ero così troppo piena di me che non ci riuscivo.

    Mi interessano queste due letture perché non riesco a capirle e invece vorrei farlo, in buona fede e tranquillità. Io non penso che del mio libro si possa tanto dire “è bello” o “è brutto” e lo ha spiegato tanto bene venerdì sera Davide Bragola a Mantova. Penso tuttavia sia difficile dire che non è vero. Che può dar fastidio perché a tratti si sente la voce di una bambina viziata o capricciosa, semmai. Non capisco come si possa mettere in dubbio l’autobiografismo, come si riesca a vederci costruzione. La scrittura può piacere o no, che ne so, a me ovvio sembra bella, ma ci sono tanti modi di scrivere e di leggere, ma sul freddo e inutile, mi piacerebbe capire. Ecco, tutto qua. Grazie. Ciao.

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