Donnamadre

domenica, dicembre 6, 2009 21:30 | Filled in luce
Ho ricevuto questa lettera e la pubblico per intero così come la ho ricevuta. Perché mi ha ricordato il perché qualche mese fa ho aperto questo blog. L’ho aperto perché volevo, io che avevo potuto rendere pubblico il mio dolore, dare uno spazio, una voce a voi, a qualcun altro, a chi fosse passato di qua. E Stefania questa voce se l’è presa, si è autorizzata a farlo. E io sono orgogliosa di poter trascrivere le sue parole. E anzi ne vorrei di più. Perché il dolore che dice è un dolore forte che sa raccontarsi. Perché Stefania sceglie di farlo quando io perdo un poco di coraggio e allora voglio ringraziarla con tutto il cuore. Perché nelle sue parole di donna leggo forza, passione, lacerazione e generosità.
Scrivi ancora, Stefania, parlaci.
 
 
picassoCara Patrizia, non ci conosciamo, ho visitato il tuo blog, ogni tanto lascio un commento…
mal di mamma… tu fai delle domande, sono le stesse che mi sono posta negli anni… a volte senza una risposta concreta.
Ti dico una cosa ENORME
La tua mamma ti manca. Non so che mamma sia stata per te. Ma, ed e’ un MA gigante, se hai avuto il suo calore, lei sara’ sempre con te, e’ dentro di te. Hai dei figli. I figli sono scissi da noi… Li partoriamo, gli indichiamo la strada, ma insieme alla vita li regaliamo un bel paio d’ali: sta a noi fargliele d’oro, d’argento, colorate o grigine.
Se le tue sono state colorate non essere triste, tu sei il suo proseguimento, Lei esiste attraverso di te. Metti in pratica ogni giorno le cose belle che ti ha donato e sorridi, solo questo vuole da te. Il tuo sorriso.
So cos’e’ quel morto nella pancia, mi e’ stato incollato addosso per anni…
la mia mamma e’ viva, dopo anni di lotte, di analisi, costellazioni familiari, genogrammi ho capito a 49 anni che non e’ colpa mia se non mi ama, se mi ha scaricato per un’altra vita, una figlia dell’amore con un uomo che non era mio padre.
L’ultima volta che la vidi… le dissi che le sarei voluta stare vicina… che sta invecciando… 2 anni di silenzio…
ho deciso che per troppi anni ho avuto male dentro e fuori, si’, a volte mi facevano male gli arti, me li sentivo amputati,,, senza una gamba, un braccio, una mano…
ora basta, vivro’ con il ricordo della pezzina bagnata d’aceto quando me la metteva sulla testa quando avevo male!
Sorridi Patrizia! La tua mamma e’ esistita, la mia e’ stata un fantasma…
Consapevole che ognuno vive il proprio dolore, il lutto deve finire un giorno, per trasmettere ai nostri figli la gioia di vivere. E’ un dovere.
Ti abbraccio.
Stefania D’echabur
P.S. Se vuoi il mio messaggio lo puoi mettere nel blog, te l’ho inviato privatamente per delicatezza nei tuoi confronti.
 
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