Donneità e femminilità

giovedì, ottobre 22, 2009 11:31 | Filled in follia

Ieri ero in auto e guidavo verso la palestra. Prima di uscire di casa l’ultimo pensiero era stato che mi piacerebbe mettere in scena una fuga, una corsa senza fine. Quella voglia di correre… tant’è che ho fatto 45 minuti di corsa sul tapis senza accorgermene e avrei potuto continuare se non fosse stato per le gambe doloranti. La corsa, la corsa, la corsa, senza fine. Fuggire senza andare da nessuna parte. Vabbè.

 

augustineMentre guidavo mi sono detta: e se io adesso volessi un altro figlio? Tornerei ad essere una femmina, un essere di genere femminile, con un corpo di genere femminile, con tempi e mansioni del tutto femminili. Io SONO un essere di genere femminile, ma con un corpo senza un altro corpo dentro sono una donna, col pancione e le mansioni di gravida partoriente e poi neomamma sono solo una femmina.

 

Non riesco a risolvere il dramma. Io penso che la maternità dia alle donne una lingua particolare, una lingua del corpo che si trasmette anche nei libri che scrivono. E’ molto diversa la lingua delle scrittrici madri da quella delle scrittrici che madri non sono state. Ma quella stessa maternità che ti dà una lingua ti toglie la testa, la libertà. E’ l’eterno problema del pane e dei denti.

 

Resta un dramma per la donna il suo corpo, ho pensato. Almeno lo è per me. Se mi penso mamma mi penso femmina nel senso animale, femmina focolare. Ed è una trappola, un ricatto. E’ sacrificio.

 

E questo gli uomini mica lo capiscono. Poveri, e come fanno?

 

Ma come si fa a non essere isteriche, donne? 

 

Bisognerà parlare presto di maternità…

 

 

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3 commenti to Donneità e femminilità

  1. Sandra Mazzinghi says:

    ottobre 24th, 2009 at 08:19

    Hai scritto che è molto diversa la lingua delle madri scrittrici da quella delle scrittrici che madri non lo sono state. E perchè com’è diversa la lettura dei libri? Proviamo a leggere un libro tipo LA MASSERIA DELLE ALLODOLE di Antonia Arslan se hai un figlio. E’ solo un esempio naturalmente perchè l’ho letto di recente…
    Se non hai figli lo leggi con una percezione completamente diversa…
    Baci pat, i tuoi post sono sempre momenti di riflessione!

  2. patrizia patelli says:

    ottobre 25th, 2009 at 22:57

    Sandra, io non ho letto il libro della Arslan. Te la sentiresti di scriverne qualcosa di più. Come pensi sia diversa la lettura di quel libro da madre? Se te la senti, mi piacerebbe le tue parole diventassero un articolo. Postale come commento o mandamele al mio indirizzo che poi le pubblico io. Non serve molto… poche righe. Potremmo farne una rubrica tipo Silence- Una rubrica sulle parole dei sentimenti, sulla lingua delle madri. La lingua che scrive e la lingua che legge.
    Grazie. Ti abbraccio.

  3. Istèria » LinguaMadre says:

    ottobre 28th, 2009 at 22:37

    […] Nell’articolo che segue, Sandra ha accolto la mia richiesta di scriverci qualcosa sulla sua percezione di lettrice madre. Ne aveva parlato in un commento a proposito dell’articolo Donneità e femminilità. […]

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