E’ nato

mercoledì, luglio 8, 2015 9:46 | Filled in senza categoria

Il 6 luglio 2015 è venuto alla luce Facciamo posto.

 

Il 3 giugno del 2009 nasceva Gli ultimi occhi di mia madre .

 

Stamattina mi sono svegliata e ho realizzato quanto questi due momenti siano diversi. Il 3 giugno 2009 ero a Verona, c’era un sole infuocato, i miei bambini erano a scuola e all’asilo e io giravo le librerie per fotografare le copie negli scaffali. Ero orgogliosa. I miei figli avevano una madre scrittrice, questo era il mio pensiero. Il riscatto di chi non aveva mai pensato di meritarsi niente. Finalmente avevo acquisito un valore, anche io potevo realizzare qualcosa di grande. Stamattina sono nella mia nuova città. Pergine si è svegliata con la pioggia che dopo tanto caldo non fa male. Non farò nessun giro. Non credo di trovare copie in libreria ancora e non mi sento orgogliosa, rispetto a ieri non è cambiato nulla.

 

Sono passati sei anni e sono stati sei anni intensi, come sempre dovrebbero essere, certo. Ci sono state molte pagine scritte in mezzo e molte gettate al macero. Mesi senza parole da leggere o da scrivere e giorni di tastiera intensa. Ho perso e ritrovato mio marito, i miei figli sono adolescenti, ho un cane, ho lavorato fuori casa come una pazza e poi ho smesso, ho preso psicofarmaci, mi sono persa e poi mi sono riacchiappata grazie all’aiuto di splendide persone, ho traslocato due volte, insomma ho fatto del mio meglio ma anche del mio peggio per restare Viva. I miei figli oggi sanno chi sono. Hanno visto scoraggiamenti e fiducia, hanno visto la fatica. E io ho capito che i premi stanno da un’altra parte.

 

Il mondo è cambiato. Si è inacidito. La sicurezza è un concetto da commedia.

 

Ho pensato che non avrei più scritto, quando ho scritto che non avrei più pubblicato. E invece. Il mio nuovo editore è un piccolo editore. Ma è Gentile. Risponde, incoraggia, è garbato e educato. Non è poca cosa la gentilezza, oggi.

 

Non so se ho scritto un libro degno, destinato a restare. So che ho fatto del mio meglio per raccontare un mondo che non mi piace, che inghiotte velocemente e poi vomita in fretta. Bisogna far posto alla gentilezza, alla cortesia, all’educazione e alla pazienza, bisogna far posto al futuro, ma farglielo subito, adesso, prima che scompaia del tutto.

 

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