Fahreneit

martedì, novembre 3, 2009 22:15 | Filled in gli utlimi occhi di mia madre

copertina 1

 

Mercoledì 4 novembre, 100%. Radiotre, ore 17,20, Gli ultimi occhi di mia madre.  

Ma seguitela tutta la trasmissione che ne vale la pena!

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7 commenti to Fahreneit

  1. Sandra Mazzinghi says:

    novembre 4th, 2009 at 19:35

    La tua voce me la immaginavo così: limpida sincera forte.
    I brividi mi hanno percorso ogni meridiano quando hai parlato della data di morte della tua mamma…
    Ciao amica scrittrice.
    Sandra

  2. Paola says:

    novembre 4th, 2009 at 20:37

    Ti ho ascoltata tornando in macchina da una giornata di lavoro dolente. Poche parole nella strada nera, lucida di pioggia. E mi è sembrato di tornare a casa, non la mia di mattoni, ma la mia dell’anima. Che cosa rara. Grazie.

  3. patrizia patelli says:

    novembre 4th, 2009 at 21:53

    Capisco cosa dici, Paola. Ogni tanto succede anche a me ed è una scheggia in pancia. Grazie grazie grazie.

  4. patrizia patelli says:

    novembre 4th, 2009 at 22:00

    Sandra, a te la vicinanza di sempre.

  5. Andrea says:

    novembre 9th, 2009 at 12:38

    Cara Patrizia, ho ascotato la tua voce mercoledì scorso, ascolto ogni volta che posso Fahreneit.
    Questi giorni sono per me speciali perchè io e mia moglie, Ilenia, aspettiamo un bambino, ed ho deciso di regalare a mia moglie il tuo libro, sono certo che ci piacerà perchè la tua voce mi ha commosso, voce onesta e sincera. In questi giorni stiamo rivedendo alcuni film di Bergmann, non ho ancora letto il tuo libro, ma ho la sensazione che ci sia la stessa profondità nell’analisi delle relazioni affettive che Bergmann ci ha donato nei suoi film, l’infinita amarezza e dolcezza di sentirsi nascere dentro l’altro (l’altro dentro me ed io dentro l’altro) quando ci entri in relazione, il dolore di una vita nuova che ci cambia, la gioia di dare un volto ad una storia e di avere una storia da vivere (e magari, come sai fare tu, raccontare)

  6. patrizia patelli says:

    novembre 9th, 2009 at 13:08

    Grazie Andrea e grazie Ilenia. Ci hai visto giusto, Andrea, io scrivo perché credo che la vita possa ricminciare in qualsiasi momento, anche quando si è fermata. Magari lo farà sotto altra forma, ma noi possiamo rinascere dentro di noi o dentro gli altri e far rinascere gli altri dentro di noi, sempre. Perché una chance diversa c’è sempre, per tutti.
    Mi piacerebbe che nel libro scrivessi una data, quella di oggi per esempio, per ricordarci tutti e 4 (Ilenia, Andrea, la vostra creatura e io) di esserci incontrati.
    Vi abbraccio
    patrizia

  7. Andrea says:

    novembre 11th, 2009 at 16:31

    Cara Patrizia,
    ho appena comprato il tuo libro e insieme ad Ilenia stasera lo apriremo, ci scriveremo la data del 9 novembre, per ricordare l’incontro di noi 4, piccolo incontro, leggero, sottile, ma, in quanto incontro, in grado di cambiare le traiettorie delle nostre vite, impercettibilmente, ma inevitabilmente.
    Ieri sono stato ad una presentazione di un libro scritto da un Professore a cui sono legato sia professionalmente che affettivamente. Io sono Psicoterapeuta e questo mio “maestro” ha scritto un nuovo libro con questo titolo “Il colloquio magistrale. La narrazione generativa”.
    Io credo che la narrazione sia l’incontro tra persone, tra persone e contesti, tra persone e storie, ed essa sia generativa nel momento in cui apre a nuovi modi di essere e di raccontarsi. Nel nostro precedente “scambio” secondo me abbiamo dato una definizione emozionale di narrazione generativa, la tua presentazione a Fahrenait è stata generativa, nel senso che si sentiva la fatica di un parto, il parto di una morte che ha generato un libro ed una nuova donna. Generare è doloroso mi sembra, non generare è mortale. La narrazione e la psicoterapia hanno molto in comune e proprio questo in particolare, generano attraverso le parole, attraverso la relazione, attraverso le storie che ognuno di noi si porta con se e mette in gioco. Grazie ancora, per il libro, per la risposta che ci hai dato, per l’incontro e quell’impercettibile cambiamento che sta generando.
    Andrea

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