Il libro nero del mondo
Ho letto un libro fresco di libreria. Un libro che comincia così: “L’uomo che va verso la morte è sul treno, seduto al suo posto.” E che finisce così: “Gli angeli si addormentano nella schiena del tempo”.
In mezzo succedono almeno quattro racconti che potrebbero essere quattro diversi libri, e non posso dire troppo perché toglierei bellezza alla lettura.
Quando l’ho finito mi è sembrato che l’autore malvagiamente mi avesse portato dentro una stanza per poi abbandonarmici dentro e questo non mi è piaciuto. Mi sono sentita sola, senza coordinate, al buio. Ho pensato che lo scrittore non era stato leale con me. Poi sono tornata al titolo e se la promessa era un libro nero del mondo, io ci ero precipitata dentro.
Quando ho finito di leggerlo mi sono sentita male. Ho cominciato a sentirmi male e fuori posto quando sono entrata nell’ultimo “racconto” perché lì proprio non ti aspetti ciò che trovi, perché non avevo sfogliato il libro prima e ci sono rimasta di sasso. La crisi in cui piombi nelle ultime pagine fa di questo romanzo un libro fisico, perché ti sembra di entrare in un universo in 3D e non sei pronto a farti raggiungere così ferocemente dalle immagini di corpi e di vita.
Gabriele Dadati è uno scrittore giovanissimo, è nato nel 1982 e io gli invidio l’età. Gliela invidio per la lucidità con cui la vive nella scrittura. La sua scrittura è sicura e ordinata e precisa. Nel libro non c’è un refuso, o almeno, a me non è sembrato, e questo aggiunge sicurezza a tutta la faccenda. La faccenda libro. La faccenda scrittore. La faccenda Dadati.
So che Gabriele ha scritto un altro libro nel 2006, Sorvegliato dai fantasmi. Lo leggerò. Gabriele è da tenere d’occhio, quello che scrive non è uguale a quello che scrivono anche altri.
Non c’è ancora nessun commento.
