Il libro nero del mondo

sabato, settembre 26, 2009 22:05 | Filled in Gabriele Dadati

Ho letto un libro fresco di libreria. Un libro che comincia così: “L’uomo che va verso la morte è sul treno, seduto al suo posto.” E che finisce così: “Gli angeli si addormentano nella schiena del tempo”.

 

In mezzo succedono almeno quattro racconti che potrebbero essere quattro diversi libri, e non posso dire troppo perché toglierei bellezza alla lettura. 

 

 

Quando l’ho finito mi è sembrato che l’autore malvagiamente mi avesse portato dentro una stanza per poi abbandonarmici dentro e questo non mi è piaciuto. Mi sono sentita sola, senza coordinate, al buio. Ho pensato che lo scrittore non era stato leale con me. Poi sono tornata al titolo e se la promessa era un libro nero del mondo, io ci ero precipitata dentro.

Gabriele dadati, Il libro nero del mondo, Alberto Gaffi Editore

Gabriele Dadati, Il libro nero del mondo, Alberto Gaffi Editore

 

Quando ho finito di leggerlo mi sono sentita male. Ho cominciato a sentirmi male e fuori posto quando sono entrata nell’ultimo “racconto” perché lì proprio non ti aspetti ciò che trovi, perché non avevo sfogliato il libro prima e ci sono rimasta di sasso. La crisi in cui piombi nelle ultime pagine fa di questo romanzo un libro fisico, perché ti sembra di entrare in un universo in 3D e non sei pronto a farti raggiungere così ferocemente dalle immagini di corpi e di vita.

 

Gabriele Dadati è uno scrittore giovanissimo, è nato nel 1982 e io gli invidio l’età. Gliela invidio per la lucidità con cui la vive nella scrittura. La sua scrittura è sicura e ordinata e precisa. Nel libro non c’è un refuso, o almeno, a me non è sembrato, e questo aggiunge sicurezza a tutta la faccenda. La faccenda libro. La faccenda scrittore. La faccenda Dadati.

 

So che Gabriele ha scritto un altro libro nel 2006, Sorvegliato dai fantasmi. Lo leggerò. Gabriele è da tenere d’occhio, quello che scrive non è uguale a quello che scrivono anche altri.

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