La mia tesi
Il 17 marzo di quest’anno (2009) mi sono finalmente laureata. Era il giorno di San Patrizio, il mio onomastico. Un giorno che aspettavo come una liberazione si è trasformato, grazie al mio professore Gianluca Solla e al presidente di commissione prof. Riccardo Panattoni, in un evento memorabile: 110 e lode a 34 anni, alla presenza di figli, marito e padre lascia il segno.
La pubblico perché scrivendola ho trovato parte delle risposte che cercavo ne Gli ultimi occhi di mia madre: volevo che mia madre mi chiedesse perdono. Un pardon pour rien, dice Jacques Derrida, un perdono di nulla, per nulla.