Le nostre parole

venerdì, luglio 31, 2009 14:41 | Filled in parole

C’è una parola (o ci sono delle parole) che almeno una volta vi hanno letteralmente o figurativamente salvato la vita? Dette o magari taciute? E perché?

 

Comincio io:

Il Grande Gatsby

 

 

 

 

 Fitzgerald

 

Quasi 3 anni fa stavo cercando un posto sicuro. L’ancora di salvataggio. Un luogo dove andarmi a rifugiare ogni volta che l’ansia mi veniva a trovare per togliermi il fiato. Non c’era luogo sicuro. Poi sì, poi mi sono detta Fitzgerald. Fitzgerald era Il Grande Gatsby. Il Grande Gatsby è forse il romanzo più bello che ho mai letto. Gatsby forse il personaggio più bello mai scritto. La luce verde il finale più bello di un libro. E tutto questo per me è stato da allora il miomareinfinito. Il mio mare infinito è da quel momento il posto dove vado quando mi perdo. Il posto dove d’improvviso mi ricordo chi sono e riemergo. Divento un’isola che galleggia in un liquido sicuro. La chiave d’accesso all’isola è la parola Fitzgerald. Io vivo se esiste Fitzgerald, se esiste il Grande Gatsy, se esiste Gatsby e se esiste la ricerca di quella luce verde.

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3 commenti to Le nostre parole

  1. demetrio says:

    luglio 31st, 2009 at 18:47

    quella luce verde a me ha sempre fatto pensare ai canti finali del prugatorio di dante.

    ciao
    d.

  2. davide l. malesi says:

    agosto 14th, 2009 at 09:46

    Gatsby è un romanzo perfetto. Ma è “Tenera è la notte” che a rileggerlo mi fa venire l’angoscia e un nodo allo stomaco, ogni volta.

  3. patrizia patelli says:

    agosto 14th, 2009 at 14:50

    Sì, Tenera è la notte fa venire l’angoscia. A me ha fatto venire anche tanta rabbia. Una rabbia d’angoscia. Ho odiato Rosemary con tutte le mie forze, l’ho odiata talmente tanto. E ho amato Nicole con gli occhi di Dick.

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