Le parole di Luca

venerdì, agosto 14, 2009 15:35 | Filled in parole

Da due giorni penso al commento di Luca all’articolo Figurine: a me la musica ha salvato la vita. Pensavo alla musica. A cosa la musica ha significato nella mia vita. La risposta è nulla. O meglio. Io sento una musica nelle parole. Ci sono parole che mi suonano e parole che insieme proprio stonano. Quando le parole mi suonano una musica bellissima divento molto felice, sto molto bene, godo in modo più o meno sublime a seconda della melodia. Quando poi la musica la trovo io con le mie parole mi sento invincibile, per rubare una frase a Valeria Parrella, una scrittrice che mi piace moltissimo, sento che nessuno può farmi del male. Io scrivo in silenzio, non sono mai riuscita a scrivere con la musica nemmeno in sottofondo. La musica delle note mi distoglie dalla musica delle parole.

 

Quando invece ascolto la musica fatta di note suonate non ho accesso a nessun paradiso. Ascolto, se mi piace, ma dopo un po’ mi stanco. Non vengo rapita. In poche parole la musica non mi consola. Qualcosa di bello succede quando ascolto una musica che ha anche un testo. Perché ascolto insieme come le parole suonano bene insieme e come suonano bene insieme alle loro note. Se però una melodia è bellissima ed è accompganta da un testo brutto, cioè dove le parole sono banali, suonano male, ecc…, mi diventa odiosa anche la melodia. Questo mi succede più o meno sempre con le canzoni di Cammariere o di Dolcenera, tanto per fare un esempio.

 

Infine, penso di non amare la musica classica, nemmeno la odio, ma insomma, non la cerco. Infine, capisco perché amo molto Ivano Fossati. Perché la sua  musica mi piace e perché le parole della sua musica insieme suonano divinamente.

 

    

Ivano Fossati, C\’è tempo. Dall\’album \”Lampo viaggiatore\”

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