Le vostre parole

Da tempo ormai ho interrotto la trascrizione delle vostre parole in questa pagina. L’ho fatto perché nel tempo le parole che mi arrivano sono diventate troppo private per essere pubblicate. L’ho fatto perché quelle pubblicabili rischiavano di diventare un monumento alla mia opera e la mia opera, per quanto mi riguarda, ha smesso da un pezzo di essere solo mia. Nel mondo è diventata vostra e le mie parole si sono mischiate alle vostre.

 

 

Cara Patrizia,
Scusa se mi permetto di darti del tu; volevo farti i complimenti per “Gli ultimi occhi di mia madre” che ho appena finito di leggere.
Ho molte cose in comune con te, sono anch’io del 1974, ho due bambine e anch’io delle origini piemontesi… ma soprattutto, soprattutto… ho perso anch’io mia mamma da giovane e non passa giorno senza che pensi a lei con amore, sensi di colpa. gioia, rabbia etc. Ho ritrovato nella tua scrittura tanti sentimenti che appartengono anche a me; come te anch’io ho avuto un grande biosgno di scrivere di mia madre e per mia madre, soprattutto durante la prima gravidanza… Anche mia madre era spesso una “bambina disamata”; credo che sia difficile venire a patto proprio con questa immagine di madre, cioè di una donna che esisteva prima che nascessimo e aveva già tutto il suo bagaglio di problemi irrisolti, ALDILA DI NOI. Chi ha una madre “felice e risolta” non lo capisce e lo da per scontato ma molte della nostra generazione hanno invece avuto madri irrequiete, in guerra tra lavoro e maternità, infelici sentimentalmente… La mia ha sempre sofferto di
 depressione ed io mi sono dovuta allontanare da lei per sopravvivere, pur amandola. Anch’io, come te, non le sono stata vicina negli ultimi giorni prima che morisse e mi sento in colpa da morire, mi è mancato sorreggerla per quegli ultimi gradini… avevo vent’anni e non  capii fino in fondo che era arrivata la fine.
Ti auguro tanta fortuna per il tuo prossimo libro. Questo tuo primo lo metterò stasera nel mio prezioso angolo di libri sulle madri e le figlie e lo conserverò per le mie figlie con questa mail dentro. Ovviamente se hai voglia di rispondermi, mi farà molto piacere.

Un abbraccio

Manuela

 

 

 

 

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Carissima Patrizia,

ho finito qualche giorno fa di leggere il tuo libro e, dopo aver scoperto l’
esistenza di questo blog, sento il desiderio di scriverti e farti giungere la
mia voce.
Il libro me lo ha fatto incontrare un caro amico; dopo aver letto la trama e
le prime pagine ne sono rimasto colpito ed ho deciso di leggerlo.
Desidero farti i miei complimenti perché è molto bello; l’ho trovato al tempo
stesso ricco di emozioni, che trasudano dalla tua scrittura lucida ed un po’
asciutta, e decisamente emozionante; non è facile trovare un libro che ti
catturi nel profondo, che ti faccia venire voglia di rientrare a casa solo per
leggere, che ti faccia riflettere, mettere in discussione…. In una sola parola
che ti faccia crescere un po’! Il tuo libro per me è stato, ed è, tutto
questo.
Un caro saluto e buon lavoro, e grazie per aver pubblicato la tua tesi, ho
intenzione di scaricarla e leggerla quanto prima.
Igor
 
 
 
 

 

 

 

 

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Gentile Patrizia,

ho letto il suo libro. Le confesso che prima di
affontarlo avevo un certo timore, per il rischio di patetismo e l’esibizione di buoni sentimenti che l’argomento può comportare. Mi sono subito ricreduta: il tono ha una straordinaria asciuttezza e profondità. La scrittura è priva di facili scivolate nell’ovvio e mantiene sempre un grande vigore.  Complimenti.

Un cordiale saluto, Margherita Oggero

 

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Salve, mi chiamo Luca Bonandini. 

Ho visto che al fondo del suo libro ha inserito il suo indirizzo mail e
mentre lo leggevo, pensavo che le avrei scritto.
Era da tanto tempo che cercavo un libro come il suo, in particolar modo negli
ultimi mesi, dato che anch’io ho difficoltà a relazionarmi con mia madre. 
Una mattina in libreria ho “trovato” il suo: non era esposto  ma alcune copie
erano riposte in uno scaffale: credo mi abbia colpito l’azzurro della copertina
e poi il titolo; penso che in qualche modo sia stato “lui” a venirmi a
cercare.
Il suo libro è stato una folgorazione emotiva di sofferenza e anche gioa.  Mi
è piaciuto molto perchè l’ho trovato vivo, intenso, sincero.
Non capita tutti i giorni di leggere qualosa del genere.  L’ho termiato in un
paio di giorni e, in quel lasso di tempo, ininterrottamente, le immagini della
sua storia
si sono amplificate nei miei pensieri, nel mio vivere. 
Ogni libro che si ama, insegna qualcosa.   Io cercherò di essere più vero e
meno feroce, chissà…..
Spero di incontrare ancora nel mio cammino altre sue storie.
Le auguro serenità, gioia e di ottenere i risconti che merita.
 
 
 
 Un cordiale saluto,
Luca

 

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Cara Patti,
non è che c’ho messo molto a finire il libro. Ma ci ho messo un po’ di più a scriverti, perché questo richiede tempo, calma. E attenzione.
Il libro mi è piaciuto molto. Concordo con chi qui sotto ha scritto che non si può definire un romanzo. Io lungo la strada l’ho pensato più come il diario di un’analisi.
Ma non importa molto come si definisca. Il fatto è che la sua forza sta proprio nella totale sincerità di quel che racconta. Nudità, forse è il termine più adatto. Un’anima e una mente a nudo.
Per questo stesso motivo l’ho trovato anche faticoso.
Perché il lungo percorso di reminiscenza e presa di coscienza passa attraverso tanto di quel dolore e di quella sofferenza, descritti o figurabili, che non rende la lettura un piacere leggero.
Ma la sua forza, ribadisco, sta appunto qui.
Se vuoi, mettici pure che alcuni aspetti della tua esperienza (sottolineo alcuni), sono molto simili e vicini alla mia esperienza con mia madre. E questo ha reso il tutto ancora più faticoso, va da sé.
In ogni caso, complimenti.
Soprattutto per il coraggio.
A presto,
ovvero al prossimo libro.
Un abbraccio,
francesco

 

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Cara Patrizia,

 

ho letto il libro e devo farti i miei complimenti. mi sono più volte commosso. non è stato semplice per me perché in questo momento vivo una situazione analoga con mia madre che ha appena scoperto di avere un tumore. sono anche un pò arrabbiato con me stesso perché ti ho avuta accanto per tanto tempo nella stessa casa e credo di non averti mai conosciuta a fondo e questo mi dispiace. ci sono molte cose di te che neanche sapevo, a volte le persone si fermano alla superficie dei rapporti forse perché abbiamo tutti bisogno di una disperata voglia di spensieratezza e all’epoca della nostra vicinanza eravamo chiusi nel nostro mondo fatto di sogni e ambizioni che oggi mi sembrano così lontani. sono contento di sapere che hai una vita felice accanto ai tuoi figli almeno questo mi consola, sapere che ci sono anche delle gioie che vanno oltre i dolori e ci danno la forza di andare avanti. io al momento non ho la fortuna di essere papà ma spero che presto la vita mi faccia questo regalo. che dirti di più…ora che sei nella mia libreria aspetto volentieri il prossimo libro. baci e stammi bene. bruno

 

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Premetto che non mi reputo all’altezza di giudicare il tuo lavoro, di libri, se
escludiamo i testi scolastici, ne ho letti ben pochi. La mia cultu-
ra, inoltre, è improntata su materie tecnico-scientifiche più che
umanistiche, ma ho sentito il bisogno di scriverti per esprimerti tutto il mio
apprezzamento.
Man mano che mi inoltravo nella lettura, riscontravo, nella tua opera,
diverse analogie tra le nostre esistenze ma anche qualche contrapposizione.
Ho rivissuto tristemente, emozionandomi fortemente, parte della mia vita.
Anch’io conosco, come figlio unico, il significato di perdere il papà
prematuramente.
Tutto ciò che hai passato in sette anni, io l’ho vissuto concentrato in
quattro mesi e non ho avuto il tempo di abituarmi all’idea. Non ero pre
parato alla dipartita di qualcuno di noi, fino a trentatre anni non mi ero
mai soffermato a pensare alla morte. Sembra strano, no?
Il fatto mi ha sconvolto, con lui se ne andata una parte di me.
Ricordo anch’io il puzzo nauseabondo delle carni morenti intrise di farmaci e
droghe, è stato terribile. E’ spirato mentre gli tenevo la mano,
gli ho abbassato le palpebre come avevo visto fare solo nei film.
Un altro fatto si diversifica nelle nostre esperienze, nel senso che io non
ho nulla da rimproverare al mio papà, mi è stato sempre
accanto, talmente tanto presente che ora, essendo anch’io padre, sono
angosciosamente consapevole che, vuoi per il carattere, la scar-
sa attitudine ed un pizzico di egoismo, non sarò in grado di dare a mio
figlio ciò che ho ricevuto dal mio papà anche se ce la sto mettendo
tutta.
Per non tediarti non aggiungo altro, solo i miei complimenti ed un sincero ”
in bocca al lupo” per questa e per tutte le tue pubblicazioni futu-
re. Perdona la semplicità dell’esposizione.
Ciao
, Nicola.

 

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Patrizia, ti scrivo da Parigi, ho letto il tuo libro, che mi ha lasciato una sensazione forte, quasi scritta nel corpo. E’ un libro che non dimenticherò tra i molti letti. Un’ottima prima prova, una bella capacità di narrare, di passeggiare… (talvolta di misurare a grandi passi nervosi) tra il presente e il passato. Hai saputo buttar via ogni grano di retorica, e leggere dentro quel percorso del lutto, unico per ognuno, il tuo per tua madre. Un libro che, inoltre, potrà aiutare molti.

Marina Sozzi

 

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cara patrizia…ho scritto due righe su face-book perché non ho potuto farne a meno..in quanto il tuo libro mi ha veramente toccata e non solo la vicenda e il modo di raccontarla, ma la tua abilità di scrittrice che affida alle parole moti dell’animo in cerca di sistemazione…interrogativi aperti e spietati. E’  la vita che trasuda dalle tue pagine e trova  voce. Brava. Devi scrivere. Hai stoffa e  grinta e abilità creativa. spero che il libro vada lontano…ti porti la soddisfazione  che merita e che meriti. grazie tanto tanto di avermelo inviato. un abbraccio fortissimo, stefania   (Caracci)
 
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Cara Patrizia,
  
Ho appena finito di leggere il tuo libro.
Che dire!!!
L’ho finito malvolentieri il che vuol dire che leggerlo è stato come inziare un cammino al fianco di qualcuno che scopri molto interessante per poi dover accettare di lasciarlo andare… (a un certo punto il libro è finito, non ci sono più pagine da leggere)
Non so se hai capito.
Comunque mi ha trasmesso diverse emozioni, la malinconia, la rabbia, il dolore e la compassione.
Io non ho ancora perso la mamma, anche se anziana, ma è come se ogni giorno mi preparassi alla sua assenza.
Questo so non mi preserverà dal dolore, la vita sa essere davvero crudele.
Il tuo libro mi ha fatto venire voglia di scrivere e soprattutto scrivere su mia madre.
Ti ringrazio e anche se non ti conosco ti mando un caloroso abbraccio.
P.S. continua a scrivere se puoi.
Annalisa

 

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Scusa se mi permetto di darti del tu; volevo farti i complimenti per “Gli ultimi occhi di mia madre” che ho appena finito di leggere.

Ho molte cose in comune con te, sono anch’io del 1974, ho due bambine e anch’io delle origini piemontesi… ma soprattutto, soprattutto… ho perso anch’io mia mamma da giovane e non passa giorno senza che pensi a lei con amore, sensi di colpa. gioia, rabbia etc. Ho ritrovato nella tua scrittura tanti sentimenti che appartengono anche a me; come te anch’io ho avuto un grande biosgno di scrivere di mia madre e per mia madre, soprattutto durante la prima gravidanza… Anche mia madre era spesso una “bambina disamata”; credo che sia difficile venire a patto proprio con questa immagine di madre, cioè di una donna che esisteva prima che nascessimo e aveva già tutto il suo bagaglio di problemi irrisolti, ALDILA DI NOI. Chi ha una madre “felice e risolta” non lo capisce e lo da per scontato ma molte della nostra generazione hanno invece avuto madri irrequiete, in guerra tra lavoro e maternità, infelici sentimentalmente… La mia ha sempre sofferto di
 depressione ed io mi sono dovuta allontanare da lei per sopravvivere, pur amandola. Anch’io, come te, non le sono stata vicina negli ultimi giorni prima che morisse e mi sento in colpa da morire, mi è mancato sorreggerla per quegli ultimi gradini… avevo vent’anni e non  capii fino in fondo che era arrivata la fine.

Ti auguro tanta fortuna per il tuo prossimo libro. Questo tuo primo lo metterò stasera nel mio prezioso angolo di libri sulle madri e le figlie e lo conserverò per le mie figlie con questa mail dentro. Ovviamente se hai voglia di rispondermi, mi farà molto piacere.

Un abbraccio

Manuela