LinguaMadre
Se a qualcuna o qualcuno di voi viene in mente di intervenire e esprimere il suo pensiero, rinnovo l’invito di scrivermi al mio indirizzo di posta.
Io penso e scrivo e leggo, vivo continuamente da madre. Penso che questo abbia a che fare con l’essere madre in quanto animale e con l’essere una donna che legge e che scrive. Ma la madre è femmina o è donna? E come fa una donna a fare la madre? E come fa una femmina a farla?
Io mi sento una madre femmina quando mi sento fuori luogo o comunque non all’altezza, quando mi assale il senso di colpa di non essere mamma perfetta, quando arrivano più forti il senso e l’idea del sacrificio. In genere quando questo succede compro qualcosa ai miei figli, anche quando non ho i soldi.
Mi sento donna madre quando sono forte, quando ho un obiettivo più grande che contempla i miei figli ma perché occupano uno spazio dentro il mio mondo e non sono io ad occupare un piccolo pezzo del loro. In genere quando questo succede compro qualcosa per me, anche quando non ho i soldi.
Mi sento femmina, e accade ahimè molto raramente, quando riesco ad imbarazzarmi per cose da ragazza, quando mi rivedo in atteggiamenti da ragazza. E io da ragazza ero molto poco femmina.
Mi sento donna, quando sono orgogliosa di me.
Mi sento donna che scrive quando riesco a farlo, quando trovo il tempo di dedicarmi alle parole.
Quando mi sento femmina, semplicemente non scrivo, perché è quando non ne ho il tempo.
Tirando le somme, penso di attribuire un significato molto negativo alla femminità e molto positivo alla donneità.
Però. Subito dopo aver partorito il mio primo figlio ricordo di aver pensato e di aver fatto girare una serie di sms in cui dicevo che una donna che partorisce diventa invincibile. Dopo, diventi immortale, mandrake, non c’è niente di più doloroso e di più impressionante e di più grande. Penso che quella sia la forza di una donna che scrive. Una donna che è passata di lì, quella cosa lì l’ha vista in faccia e sa la fatica e il sacrificio di doversi dedicare ad aprire le montagne per fare magari una cosa che sembra piccola e naturale: riuscire a coltivare qualcosa di sé, nonostante l’essere madre.
Non sono pensieri troppo logici e consequenziali perché stasera sono molto stanca, ma ci ritornerò.
Scrivete!
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