MrGwyn

venerdì, luglio 13, 2012 14:57 | Filled in senza categoria

mrgwyn

“Mentre camminava per Regent’s Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d’un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo.”

 

Ieri pomeriggio alle ore 14.05 ho aperto la prima pagina dell’ultimo libro di Alessandro Baricco che avevo comprato la notte prima in una libreria del centro di Verona aperta fino a mezzanotte. Ho letto le righe d’inizio, quelle qui sopra, e mi ha invasa una gioia incontenibile. Ho telefonato a mio marito per condividerla con lui, visto che solo lui poteva capire quanta gioia mi potesse dare la perfetta armonia di quelle parole lì. Senza prendermi per matta, intendo.

 

Sono perfette perché hanno dentro tutto il mondo che è nel libro (significato), sono perfette perché scorrono fluide come l’olio e quella parola lì, finale (garbo), ma come cazzo fa a scrivere così? ti viene da chiedere. Per un mese circa, credo di essere sazia.

 

Il romanzo poi è una lunga metafora sulla scrittura che fa bene a chi sulla scrittura si interroga mentre la utilizza (purtoppo ci sono troppi geni incompresi in giro, nati già bravi). Il romanzo è un romanzo incompiuto che non chiude, o, meglio, non si chiude. Ma chi se ne frega!

Dei due anni che ho trascorso alla Holden, tanta vita fa, da estranea e da spettatrice, devo dire, per deficienza mia, ricordo solo quanto detto da Baricco nelle poche lezioni fatte con lui. E tutto quello che lui diceva lo ritrovi esattamente nelle pagine dei suoi libri. Come un cuoco che ti svela i suoi segreti senza paura perché poi in cucina mica serve solo la tecnica, anzi…, lui ti diceva esattamente cosa aveva imparato lui di essenziale per lui nella scrittura. Non perché fosse dio, ma perché non aveva paura di entrare nel cuore, di far uscire il sangue, anziché spiegarti come si fa la mappa di un personaggio. Se un personaggio è una storia, basta stare dentro di lui per essere dentro la storia sua. Il personaggio si palesa da sé pian piano. E per questo ci vuole tempo, tanto tempo. Bisogna stargli addosso e non aver paura di guardarlo nudo. Perché come è vestito lo vediamo tutti e quel modo di guardare non costruisce una storia, mette insieme dei dettagli che siamo tutti capaci di dire.  

 

I miei miti sono sempre stati altri, ma questo Baricco qui è davvero bravo, e al diavolo, chi dice il contrario! E io sono onorata di averlo avuto come maestro.

 

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