Non credere

sabato, novembre 7, 2009 20:45 | Filled in emozioni

ivan 

Ascolta Ivan Graziani

 

Oggi ho male alla pancina. La malattia della mia pancina è nata nel sangue per la scienza, ma è frutto delle mie emozioni. Quando le mie emozioni sono troppo forti e io non le guardo in faccia fanno un po’ di strada e vanno giù giù nel mio pancino e lo aprono. L’ho visto in foto con la sondina che attraversa il mio intestino, tante volte, nella tv dei medici in endoscopia. Il mio piccolo intestino pulsa e batte come un cuore ma è un cuore sanguinante, con tanti occhi rossi che si aprono e si chiudono (senza abbracciarsi, ahimè) ad ogni battito. Ecco, ricordo che Ivan è morto di un tumore al colon. Me ne sono ricordata oggi mentre mia figlia riascoltava Firenze. E allora ho pensato a tutte le sue emozioni che sono finite nella sua pancia. Ho pensato che forse la sua vita, di emozioni è stata piena. Ho pensato che siamo macchine meravigliose e nel meraviglioso di cui siamo fatti sta tutto il nostro essere amore.

 

Poi si parla tanto del male (anche qui) tra gli scrittori.  Tutto è male. Non c’è altro che male. Io non riesco a portare luce. Cerco di imparare la speranza, il cambiamento, di trovarlo davvero un lumino in fondo alla strada, se no io a quel male non ci credo. E non è un pensiero scollegato. E’ che mia cugina ha 35 anni e un bambino appena nato, e da poco un tumore così brutto che non sanno e non sanno cosa fare. Aspettare. Questo è male, sì, certo, questo è male. Non il male di chi crede che la sua vita sia piena di male perché fa bello e fa luce il male. E ogni riferimento è puramente non casuale. 

 

Ma non volevo parlare del male. Della luce voglio parlare. Della luce della vita che quando viene al mondo aspetta solo la tua pelle per essere salvata. 

 

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