ore 9.20

lunedì, giugno 4, 2012 8:31 | Filled in diario

Succede che oggi riprenderò in mano il mio scritto che sarà un libro. Succede che sto scalando i miei antidepressivi. Succede che sono stata in cura da uno psichiatra vero che mi ha dato psicofarmaci veri. Succede che sto meglio.

Che ho avuto paura di quello che stavo scrivendo. Che mi hanno detto: è troppo poetico, troppo simbolico, troppo teatrale, troppo doloroso, troppo. Che non si pubblicherà mai.

Succede che io, però, ero soddisfatta della musica delle mie parole, che scrivere certi giorni mi dava gioia e certi altri era una fatica e una frustrazione indicibile quando la pagina restava bianca.  Che ho cancellato, letto letto e riletto.

Succede che mi dicevo che quella voce era solo mia e che essere sinceri ed entrare dentro la verità del dolore può dare un coraggio e una gioia infinite.

E’ successo che ci ho creduto, di dover ricominciare daccapo.

E poi ero alla Feltrinelli per la presentazione della ristampa della Felicità terrena di Giulio e l’occhio è caduto su un libro e mia figlia è andata a prenderlo perché ha riconosciuto la foto di Virginia Woolf in copertina e succede che ogni mattina apro le pagine di quegli scritti a caso (Voltando pagina è il titolo della raccolta italiana dei suoi saggi) e quelle parole mi parlano e mi dicono Vai avanti, è giusto così.

Succede che fumo tanto, non ho denaro e forse non ho tutte le rotelle a posto ma per la prima volta nella mia vita sento di star facendo la cosa giusta, sento che non vorrei essere da nessun’altra parte, a tratti sono molto molto felice.

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