Pillole da un libro (agitare con cura): Gli ultimi occhi di mia madre di Patrizia Patelli
di Barbara Gozzi
Non c’è nulla in questo libro che indichi chiaramente che si tratti di materiale autobiografico. Nulla di diretto, inequivocabile almeno.
‘Questo è il suo primo romanzo’ appare nella brevissima biografia dell’autrice.
Eppure le scelte linguistiche, il narrare taluni dettagli, schegge contenenti riferimenti, percezioni che attraverso le parole acquistano spessori carnali; tutto questo pare trainare il lettore verso una tacita comprensione: la voce che narra ha vissuto ciò di cui narra. La voce narra di sé, per sé, fino a un ‘oltre’ sé. Comprensione assolutamente arbitraria, evidentemente.
Questa voce, comunque, si tende a recuperare la madre che è, (attra)verso il recupero della propria madre mai realmente conosciuta, capita, affrontata ma persa prima di qualsiasi tentativo maturo, consapevole. Senza trasfigurazioni, abbellimenti, costruzioni forzate da aspettative poi disilluse.
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