Prosa poetica

martedì, giugno 5, 2012 21:36 | Filled in Virginia Woolf

woolf

 

 “Ci chiediamo allora se la poesia sia capace di sostenere ancora il ruolo che oggi vorremmo darle. Può darsi che le emozioni fin qui rozzamente delineate, e senz’altro imputabili alla mentalità moderna, si pieghino più docilmente alla prosa che alla poesia. O forse accadrà che sarà la prosa ad assumere – come in relatà ha già fatto – alcuni compiti un tempo svolti dalla poesia.

Volendo allora azzardarsi a rischiare il ridicolo pur di capire in che direzione ci stiamo muovendo così in fretta, possiamo presumere che stiamo andando in direzione della prosa e che nell’arco di dieci o quindici anni sarà usata a fini per cui non è mai stata utilizzata finora. Il romanzo, quel cannibale che ha divorato tante forme d’arte, ne avrà allora divorate ancora di più. Saremo costretti a inventare nuovi modi per definire i più svariati libri che si mascherano dietro questo stesso nome. Ed è possibile che tra i cosiddetti romanzi ne troveremo qualcuno che sapremo a stento come definire. Sarà scritto in prosa, ma in una prosa che avrà molte caratteristiche della poesia. Avrà un po’ dell’aulicità poetica, ma molto dell’ordinarietà della prosa. Sarà drammatico senza essere un pezzo teatrale. Verrà letto, e non recitato. Con che nome lo chiameremo non è poi una questione di grandissima importanza. Quel che importa è che questo libro che vediamo profilarsi all’orizzonte possa servirci a esprimere dei sentimenti che sembrano al momento elusi dalla poesia pura e semplice e che trovano il teatro altrettanto inospitale. Tentiamo allora di fare i conti con esso e di immaginare quali possano essere le sue possibilità e la sua natura.”

 

VIRGINIA WOOLF, “The Narrow Bridge of Art”, New York Herald Tribune, 14 agosto 1927

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