Storie vere

venerdì, marzo 15, 2013 11:33 | Filled in gli utlimi occhi di mia madre, senza categoria
storie vere

 

Ieri ero lì. Ho conosciuto due donne solari nonostante le loro condizioni di madri complicate: Francesca che ha un bambino malato di “incompatibilità alla vita” e Stefania che ha perso suo figlio Luigi, suicida a sedici anni senza aver lasciato parole, ma che è riuscita a trovare lei per gli altri parole nel libro, IL CORAGGIO DEL DOLORE, e cuore in un’associazione, AMA (www.automutuoaiuto.it).

 

La domanda della trasmissione era ben posta: l’amore delle madri è l’amore più grande? La risposta è sì. Perché la domanda è astratta e generale. E in astratto e in generale e nel migliore dei mondi possibili la risposta è sì. Ma il sottotesto (esistono madri buone e madri cattive) no. Perché “madre” è un ruolo, non una persona. E ogni ruolo può essere interpretato male o bene a seconda delle capacità, nonostante la buona o la cattiva volontà. Perché le persone sono complesse e complicate e agiscono in virtù delle condizioni fisiche mentali e spirituali che hanno conosciuto e quindi imparato o no.

 

Perché le madri sono donne e quindi persone. Esistono persone buone e persone cattive, persone coraggiose e persone spaventate, persone solari e persone tristi, persone depresse e persone equilibrate, persone capaci e persone ignoranti, persone in difficoltà e persone realizzate,… E poi persone che sono una cosa o le altre in momenti diversi della loro vita. Questo vale anche per i figli che subiscono ognuno la propria madre e che pure sono persone che vengono al mondo con una valigia vuota nella quale andranno a “scegliere” cosa riporre: i sorrisi o le sberle, le carezze o le bestemmie, le lacrime o le corse all’aria aperta, l’odio o il perdono, la tristezza o la luce,…

 

Perché siamo tutti diversi e siamo complicati e complessi e sempre alla ricerca di una nuova stella. Per questo è così magico scrivere della vita degli altri, e anche della nostra.

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