Sylvia e Ted

domenica, agosto 2, 2009 16:12 | Filled in libri

 

Oggi nel’inserto cultura del Sole 24 ore c’è una recensione di Laura Lepri su un libro che ho acquistato sempre quella famosa sera a Mantova (Diane Middlebrook, Suo marito, Mondadori). Il libro ricostruisce il matrimonio di Sylvia Plath e Ted Hughes. Ne ho lette più o meno le prime 100 pagine, un terzo del totale, forse dovrei terminare la lettura prima di esprimermi. Ma due cose dell’articolo in questione mi hanno dato fastidio.

 

1- Laura Lepri parla di imparzialità del racconto nel delineare le due figure di poeti e non è vero. 

 

2- Laura Lepri non fa il benché minimo accenno a Stefania Caracci, la prestigiosa studiosa italiana (e non solo) di Sylvia, autrice del libro di cui sopra.

 

 Il libro dell’americana Diane è faticoso nella lettura. Scritto come un saggio, non stuzzica il lettore, è tutt’altro che parziale a meno che scrivere, per esempio, Qualcuno domandò una volta a bruciapelo a Hughes: perché l’hai sposata? e la risposta fu: “Perché lei me lo chiese”. E perché no? non sia un giudizio. Sentenzia la Diane, vuole insegnare, si pronuncia, e con quel piglio tutto americano omette particolari dello spirito di Sylvia fondamentali, tipo che il padre scelse di morire non facendosi curare, e si dilunga su fatti che spettegolano più che chiarire posizioni e situazioni.

 

Al contrario, il libro di Stefania è prezioso. Già nel titolo, per davvero non giudica. Si intitola Sylvia e di Sylvia parla e dice ciò che serve e non prende posizione. Un libro che cominici a leggere e non puoi smettere, perché sta in quella tradizione di scrittura che tanto mi ha ricordato Da una stanza all’altra di Grazia Livi, che è scritto come da chi sa scrivere per davvero, che ti fa venire voglia di leggere, di piangere e di ridere, per quanto la vertigine di quelle parole ti prende il cuore, la pancia e la testa, scritto da una scrittrice che si fa biografa e non da una biografa che si vuole scrittrice, da chi nella vita dell’altro ci entra e ci sta in punta di piedi, con una delicatezza che sfiora il pudore, eppure trae la sua forza dalla voglia di capire, senza insegnare, senza giudicare.

 

Io penso che Laura Lepri abbia fatto una recensione forzata (ma ci tornerò a lettura completa) al libro di Diane Middelbrooke e che abbia perso un’occasione per rendere un servizio a chi ancora non conosce un libro meraviglioso come quello di Stefania.

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4 commenti to Sylvia e Ted

  1. Ivano Porpora says:

    agosto 2nd, 2009 at 18:51

    Ciao, Patrizia. Una domanda: chi è Sylvia?

  2. patrizia patelli says:

    agosto 3rd, 2009 at 13:29

    Ciao Ivano, è vero, nella mia foga l’ho dato per scontato. Sylvia Plath(Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963). Una poetessa che appunto sposò ted Hughes, pure poeta.
    Trascrivo la seconda strofa di una poesia che a me piace molto, Conversazione tra le rovine, nella traduzione di Anna Ravano:

    Colonne infrante incorniciano panorami di rupi;
    mentre tu in giacca e cravatta sei ritto in posa eroica, io siedo
    composta in peplo e chignon alla greca,
    inchiodata al tuo nero sguardo, la commedia fatta tragedia;
    in un tale sfacelo di ogni nostro bene
    quale cerimonia di parole può rappezzare la devastazione?

  3. casagrande maria grazia says:

    agosto 7th, 2009 at 08:35

    Ciao, son venuta a conoscenza del tuo blog grazie a Max Ponte. Ho letto le tue parole sul libro di Laura Lepri ed essendo una grande appassionata di Poesia ed in particolare di Sylvia Plath, se può farti piacere ti posso consigliare quella che per me é stata una lettura illuminante :”Vita di Sylvia Plath” – Anne Stevenson – Serra e Riva Editori – 1990. A mio parere una biografia scritta ‘con amore’, bella ed intensa e mai di parte. Le stesse parole che potrei usare io per descrivere una cara amica. Molto bello!
    Grazie per il tuo bel blog, io scrivo poesie ed ho pubblicato una raccolta nel 2005 intitolata “Le ginocchia sbucciate” L’Harmattan Italia Editore, e su questa raccolta ho costruito uno spettacolo itinerante in cui alterno la lettura delle poesie ad un po’ di teatro e tanta musica che canto accompagnata dai miei ‘musici’ di fiducia. Uno spettacolo che abbiam più volte presentato in biblioteche, librerie, scuole e piazze; ogni volta in compagnia di persone diverse, ogni volta una grande emozione che scorre fra il pubblico e noi. Una magia che si ripete!
    Ciao, io sono anche su Facebook o se vuoi ti lascio anche la mia posta elettronica:
    mg.casagrande2005@libero.it

  4. patrizia patelli says:

    agosto 9th, 2009 at 15:23

    Maria grazia,
    sono di passaggio in un internet point di venezia.
    grazie per il libro suggerito. ma dimmi di più sulla tua attività di lettura, dove vivi,… anche io ho fatto teatro da giovane…
    scrivimi al mio indirizzo di posta, se preferisci.
    ti abbraccio
    patrizia

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