Posts Tagged ‘demetrio paolin’
Il mio nome è legione
giovedì, ottobre 29, 2009 19:11 No Comments “ caffè letterario “
Libreria Rinascita
Corso Porta Borsari, 32
Verona
Venerdì 30 ottobre – ore 18,45
incontro con
Demetrio PAOLIN
autore del romanzo
IL MIO NOME E’ LEGIONE
introduce
Giulio MOZZI
Il mio nome è Legione è l’anatomia del male quotidiano in tutte le sue implicazioni: sofferenza, colpa, necessità, rabbia, stupore, incomprensione.
Il mio nome è legione
martedì, ottobre 27, 2009 22:20 No Comments
Di questo libro ho già detto qui. Non aspettatevi una presentazione come quelle che già avete visto o sentito, perché Demetrio è imprevedibile e Giulio pure. Di sicuro un giorno direte: io c’ero, io Paolin l’ho visto, l’ho conosciuto, perché Paolin non passa inosservato nella vita e nemmeno nelle lettere, è una mente contorta ma esplosiva!
Il [...]
A proposito di corpo e sangue
mercoledì, settembre 2, 2009 13:09 No CommentsBarbara Gozzi mi ha scritto privatamente queste parole a proposito del post Corpo e sangue di ieri che considero importanti e che rendo pubbliche.
Salve Patrizia,
non ci conosciamo, ci siamo sfiorate alla presentazione de ‘il mio nome è legione’ a Mantova.
E proprio per il tuo (posso? Permettermi il ‘tu’?) post di ieri volevo dirti che l’ho trovato [...]
Corpo e sangue
martedì, settembre 1, 2009 14:29 2 CommentsIo non so scrivere le recensioni dei libri, per vari motivi. Una delle ragioni fondamentali è che non sono una studiosa di letteratura e quindi non so esattamente cosa succede nel mondo dei libri, un altro è che se i libri che leggo mi prendono il cuore, ci naufrago dentro e perdo il sangue freddo che serve a un occhio critico, il terzo è che sono dislessica e non riesco a essere coerente nell’argomentazione. Però due righe su questo libro qui ho bisogno di spenderle. Prima di tutto perché mi piacerebbe che tutti coloro che hanno in biblioteca il mio libro, lo mettessero vicino al libro di Demetrio. Perché questi due libri, Gli ultimi occhi di mia madre e Il mio nome è legione, sono, se non fratelli, quanto meno cugini, nascono da urgenze vicine e parlano la stessa lingua. Per dirla in un modo che non piace a tutti ma che a me e Demetrio piace moltissimo, hanno lo stesso sangue. Due libri che tra loro possono dialogare. Uno scritto da una donna e l’altro da un uomo che sono nati nello stesso anno. Scritti da due torinesi, uno adottato dalla Mole e l’altra scappata. Scritti col corpo e col sangue, checché se ne dica qui. Perché io penso che il corpo sia tante cose e che il corpo di un libro sia tante cose e che il corpo e il sangue di un romanzo siano tante cose perché un romanzo è tante cose. Senza scomodare trame forti, personaggi forti, finali forti, fiction, autofiction, e la fessa di mammata direbbe mia nonna Eva che sta cercando di sopravvivere alla morte di una figlia che non ha i mezzi e gli strumenti per comprendere. Senza indicare ed etichettare sti scrittori che si guardano l’ombelico quasi non avessero niente di meglio da fare che raccontare i fatti loro perché non hanno abbastanza genio per raccontare la vita degli altri e che, mi raccomando, siano altri inventati e costruiti.