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	<title>Istèria &#187; LinguaMadre</title>
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		<title>LinguaMadre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 21:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[LinguaMadre]]></category>
		<category><![CDATA[senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;articolo che segue questo, cioè il prossimo, Sandra ha accolto la mia richiesta di scriverci qualcosa sulla sua percezione di lettrice madre. Ne aveva parlato in un commento a proposito dell&#8217;articolo Donneità e femminilità.
 
 
Se a qualcuna o qualcuno di voi viene in mente di intervenire e esprimere il suo pensiero, rinnovo l&#8217;invito di scrivermi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;">N</span><span style="font-size: small;">ell&#8217;articolo che segue questo, cioè il prossimo, Sandra ha accolto la mia richiesta di scriverci qualcosa sulla sua percezione di lettrice madre. Ne aveva parlato in un commento a proposito dell&#8217;articolo </span><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/donneita-e-femminilita.html"><span style="font-size: small;">Donneità e femminilità</span></a><span style="font-size: small;">.</span></div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div id="attachment_641" class="wp-caption alignleft" style="width: 102px"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/10/imagesCA91EZTN.jpg"><img class="size-full wp-image-641" title="imagesCA91EZTN" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/10/imagesCA91EZTN.jpg" alt="Madonna del Parto" width="92" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Madonna del Parto</p></div>
<p> </p>
<p><span style="font-size: small;">Se a qualcuna o qualcuno di voi viene in mente di intervenire e esprimere il suo pensiero, rinnovo l&#8217;invito di scrivermi al mio indirizzo di posta. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Io penso e scrivo e leggo, vivo continuamente da madre. Penso che questo abbia a che fare con l&#8217;essere madre in quanto animale e con l&#8217;essere una donna che legge e che scrive. Ma la madre è femmina o è donna? E come fa una donna a fare la madre? E come fa una femmina a farla?</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Io mi sento una madre femmina quando mi sento fuori luogo o comunque non all&#8217;altezza, quando mi assale il senso di colpa di non essere mamma perfetta, quando arrivano più forti il senso e l&#8217;idea del sacrificio. In genere quando questo succede compro qualcosa ai miei figli, anche quando non ho i soldi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi sento donna madre quando sono forte, quando ho un obiettivo più grande che contempla i miei figli ma perché occupano uno spazio dentro il mio mondo e non sono io ad occupare un piccolo pezzo del loro. In genere quando questo succede compro qualcosa per me, anche quando non ho i soldi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi sento femmina, e accade ahimè molto raramente, quando riesco ad imbarazzarmi per cose da ragazza, quando mi rivedo in atteggiamenti da ragazza. E io da ragazza ero molto poco femmina.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi sento donna, quando sono orgogliosa di me.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi sento donna che scrive quando riesco a farlo, quando trovo il tempo di dedicarmi alle parole.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Quando mi sento femmina, semplicemente non scrivo, perché è quando non ne ho il tempo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tirando le somme, penso di attribuire un significato molto negativo alla femminità e molto positivo alla donneità.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Però. Subito dopo aver partorito il mio primo figlio ricordo di aver pensato e di aver fatto girare una serie di sms in cui dicevo che una donna che partorisce diventa invincibile. Dopo, diventi immortale, mandrake, non c&#8217;è niente di più doloroso e di più impressionante e di più grande. Penso che quella sia la forza di una donna che scrive. Una donna che è passata di lì, quella cosa lì l&#8217;ha vista in faccia e sa la fatica e il sacrificio di doversi dedicare ad aprire le montagne per fare magari una cosa che sembra piccola e naturale: riuscire a coltivare qualcosa di sé, nonostante l&#8217;essere madre.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Non sono pensieri troppo logici e consequenziali perché stasera sono molto stanca, ma ci ritornerò.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Scrivete!</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Test di gravidanza: POSITIVO.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 21:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[LinguaMadre]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sandra Mazzinghi
 
La mia dimensione di prima e di dopo risale a un momento preciso. Aria frizzantina e limpida di un febbraio di più di dieci anni fa. Con lo scooter portai le urine ad un laboratorio di analisi e me ne andai al lavoro. Dopo due ore tornai a prendere i risultati. Di nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong>di Sandra Mazzinghi</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La mia dimensione di prima e di dopo risale a un momento preciso. Aria frizzantina e limpida di un febbraio di più di dieci anni fa. Con lo scooter portai le urine ad un laboratorio di analisi e me ne andai al lavoro. Dopo due ore tornai a prendere i risultati. Di nuovo con lo scooter.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Positivo. Positivo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Test di gravidanza: POSITIVO.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il gesto istintivo di sfiorare la pancia piatta.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E la consapevolezza immediata di allentare la cintura dei jeans.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> E di non prendere il motorino per andare a casa.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Eh no, ora non sono da sola, non sono responsabile solo di me stessa. Ma anche di questo dolce bacherozzo che ho dentro di me, e che crescerà. Fino a diventare un uomo. Certo, un uomo, perché io non ho mai creduto che potessi fare una bambina. Infatti di figli ne ho due: maschi entrambi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Presi l’autobus dunque per tornare a casa.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E da quel momento è stato varco di una nuova esistenza. Il prima e il dopo, appunto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Niente è stato mai uguale a prima. Mai. Già dal primo telegiornale che vidi la sera, o un film, o una commedia al teatro, o un libro.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La percezione che cambia su tutto. Un film sull’olocausto che per esempio avevo visto nella mia vita “precedente”, dopo aveva un significato, una percezione, un’impressione molto dissimile. Prima vivevo le storie in prima persona, “se mi succedesse”. Dopo era naturale dire: “se gli succedesse”. Nel bene e nel male, non solo nel male. La vincita di un premio Nobel o un’alluvione. Un terremoto. Una guerra anche dall’altro capo del mondo, o un genocidio.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Provate per esempio a leggere un libro tipo “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan che narra del genocidio degli armeni da parte del governo turco. Se hai figli è inevitabile che ti immedesimi nel dolore delle madri di quei bambini maschi uccisi in modo barbaro, e speri che se fossi stata tu a vivere quella storia, DOVEVI essere la madre di un unico bambino maschio, Nubar, salvo perché portava un vestito da femmina.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Questo per dire che non solo la scrittura delle donne madri è diversa da quella delle donne che non hanno figli, ma anche la lettura. Non voglio dire assolutamente che le madri scrivono di emozioni più profonde o sono più sensibili alla lettura. Le madri hanno meramente una percezione diversa. Che non vuol dire migliore.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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