<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Istèria &#187; luce</title>
	<atom:link href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/tag/luce/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74</link>
	<description>mal di parole</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Apr 2011 07:23:37 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La donna e la fogna</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-donna-e-la-fogna.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-donna-e-la-fogna.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 20:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[luce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=709</guid>
		<description><![CDATA[scrive Massimo Gramellini su LA STAMPA di oggi 12 novembre
 
 Non conosco il disegnatore Alessio Spataro, autore del libro di fumetti «La ministronza» che narra le avventure del ministro Giorgia Meloni (ribattezzata Mecojoni) nelle fogne di Roma, fra topi, scarafaggi e acrobazie erotiche con sconosciuti. Ma immagino che come artista di sinistra sarà giustamente sensibile ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">scrive <strong>Massimo Gramellini</strong> su LA STAMPA di oggi 12 novembre</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> Non conosco il disegnatore Alessio Spataro, autore del libro di fumetti «La ministronza» che narra le avventure del ministro Giorgia Meloni (ribattezzata Mecojoni) nelle fogne di Roma, fra topi, scarafaggi e acrobazie erotiche con sconosciuti. Ma immagino che come artista di sinistra sarà giustamente sensibile ai diritti degli esquimesi e sosterrà le campagne ambientaliste per la difesa dell’upupa. Soprattutto si batterà contro lo sfruttamento delle donne e la volgarità con cui il «sistema» turbo-consumista, incarnato in Italia da Berlusconi, le utilizza per vendere prodotti e dare sfogo a istinti primordiali non mediati da educazione e cultura.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Eppure la sensibilità di Spataro si arresta di fronte a forme di vita diverse da sé. Il suo bersaglio è una giovane politica incensurata, sgobbona e talmente al di sopra di ogni sospetto che nemmeno la sua nomina a ministro fu accompagnata dalle battute maliziose che si riservano di solito alle donne in carriera. Viene dal popolo, ma per uno di sinistra non dovrebbe essere un difetto: almeno non lo era fino a qualche tempo fa. Agli occhi di un ultrà dell’ideologia, Giorgia Meloni però ha una tara irredimibile: è di destra e questa appartenenza la fa decadere dai suoi diritti di donna e di essere umano. Il rispetto che meritano le upupa non vale per lei. La si getti dunque nelle fogne, la si trasformi in una ninfomane che non si lava e parla in romanesco triviale coi sorci. Naturalmente trincerandosi dietro il diritto di satira, parolina magica che serve a coprire la mancanza di talento e prima ancora, come sempre, di autoironia.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/la-donna-e-la-fogna.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La narrazione generativa</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/luce.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/luce.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 20:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[luce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=694</guid>
		<description><![CDATA[Andrea says:
 
novembre 11th, 2009 at 16:31

 
Cara Patrizia,
ho appena comprato il tuo libro e insieme ad Ilenia stasera lo apriremo, ci scriveremo la data del 9 novembre, per ricordare l’incontro di noi 4, piccolo incontro, leggero, sottile, ma, in quanto incontro, in grado di cambiare le traiettorie delle nostre vite, impercettibilmente, ma inevitabilmente.
Ieri sono stato ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Andrea says:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">novembre 11th, 2009 at 16:31</span></p>
<div>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Cara Patrizia,<br />
ho appena comprato il tuo libro e insieme ad Ilenia stasera lo apriremo, ci scriveremo la data del 9 novembre, per ricordare l’incontro di noi 4, piccolo incontro, leggero, sottile, ma, in quanto incontro, in grado di cambiare le traiettorie delle nostre vite, impercettibilmente, ma inevitabilmente.<br />
Ieri sono stato ad una presentazione di un libro scritto da un Professore a cui sono legato sia professionalmente che affettivamente. Io sono Psicoterapeuta e questo mio “maestro” ha scritto un nuovo libro con questo titolo “Il colloquio magistrale. La narrazione generativa”.<br />
Io credo che la narrazione sia l’incontro tra persone, tra persone e contesti, tra persone e storie, ed essa sia generativa nel momento in cui apre a nuovi modi di essere e di raccontarsi. Nel nostro precedente “scambio” secondo me abbiamo dato una definizione emozionale di narrazione generativa, la tua presentazione a Fahreneit è stata generativa, nel senso che si sentiva la fatica di un parto, il parto di una morte che ha generato un libro ed una nuova donna. Generare è doloroso mi sembra, non generare è mortale. La narrazione e la psicoterapia hanno molto in comune e proprio questo in particolare, generano attraverso le parole, attraverso la relazione, attraverso le storie che ognuno di noi si porta con se e mette in gioco. Grazie ancora, per il libro, per la risposta che ci hai dato, per l’incontro e quell’impercettibile cambiamento che sta generando.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Andrea</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/luce.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piccole luminose cose</title>
		<link>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/piccole-luminose-cose.html</link>
		<comments>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/piccole-luminose-cose.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[luce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/?p=690</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono versi, canzoni, parole che di luce ne fanno tanta, che la fanno dentro il cuore, che smuovono i sassi in pancia, così da abbattere i muri che ci isolano dalle ragioni e dallo sguardo degli altri. Voglio regalarvi ogni giorno un po&#8217; delle mie e se vorrete rispondere o pubblicare un po&#8217; delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><em>Ci sono versi, canzoni, parole che di luce ne fanno tanta, che la fanno dentro il cuore, che smuovono i sassi in pancia, così da abbattere i muri che ci isolano dalle ragioni e dallo sguardo degli altri. Voglio regalarvi ogni giorno un po&#8217; delle mie e se vorrete rispondere o pubblicare un po&#8217; delle vostre ve ne sarò grata. Luca, se ci credi ancora, mandaci un po&#8217; di musica.</em></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">La voce</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p> </p>
<p>C&#8217;è una voce nella mia vita,<br />
che avverto nel punto che muore;<br />
voce stanca, voce smarrita,<br />
col tremito del batticuore:<br />
voce d&#8217;una accorsa anelante,<br />
che al povero petto s&#8217;afferra<br />
per dir tante cose e poi tante,<br />
ma piena ha la bocca di terra:<br />
tante tante cose che vuole<br />
ch&#8217;io sappia, ricordi, sì&#8230; sì&#8230;<br />
ma di tante tante parole<br />
non sento che un soffio&#8230; <em>Zvanî</em>&#8230;<br />
Quando avevo tanto bisogno<br />
di pane e di compassione,<br />
che mangiavo solo nel sogno,<br />
svegliandomi al primo boccone;<br />
una notte, su la spalletta<br />
del Reno, coperta di neve,<br />
dritto e solo (passava in fretta<br />
l&#8217;acqua brontolando, Si beve?);<br />
dritto e solo, con un gran pianto<br />
d&#8217;avere a finire così,<br />
mi sentii d&#8217;un tratto daccanto<br />
quel soffio di voce&#8230; <em>Zvanî</em>&#8230;<br />
Oh! la terra, com&#8217;è cattiva!<br />
la terra, che amari bocconi!<br />
Ma voleva dirmi, io capiva:<br />
- No&#8230; no&#8230; Di&#8217; le devozioni!<br />
Le dicevi con me pian piano,<br />
con sempre la voce più bassa:<br />
la tua mano nella mia mano:<br />
ridille! vedrai che ti passa.<br />
Non far piangere piangere piangere<br />
(ancora!) chi tanto soffrì!<br />
il tuo pane, prega il tuo angelo<br />
che te lo porti&#8230; <em>Zvanî</em>&#8230; -<br />
Una notte dalle lunghe ore<br />
(nel carcere!), che all&#8217;improvviso<br />
dissi &#8211; Avresti molto dolore,<br />
tu, se non t&#8217;avessero ucciso,<br />
ora, o babbo! &#8211; che il mio pensiero,<br />
dal carcere, con un lamento,<br />
vide il babbo nel cimitero,<br />
le pie sorelline in convento:<br />
e che agli uomini, la mia vita,<br />
volevo lasciargliela lì&#8230;<br />
risentii la voce smarrita<br />
che disse in un soffio&#8230; <em>Zvanî</em>&#8230;<br />
Oh! la terra come è cattiva!<br />
non lascia discorrere, poi!<br />
Ma voleva dirmi, io capiva:<br />
- Piuttosto di&#8217; un requie per noi!<br />
Non possiamo nel camposanto<br />
più prendere sonno un minuto,<br />
ché sentiamo struggersi in pianto<br />
le bimbe che l&#8217;hanno saputo!<br />
Oh! la vita mia che ti diedi<br />
per loro, lasciarla vuoi qui?<br />
qui, mio figlio? dove non vedi<br />
chi uccise tuo padre&#8230; <em>Zvanî</em>?&#8230; -<br />
Quante volte sei rivenuta<br />
nei cupi abbandoni del cuore,<br />
voce stanca, voce perduta,<br />
col tremito del batticuore:<br />
voce d&#8217;una accorsa anelante<br />
che ai poveri labbri si tocca<br />
per dir tante cose e poi tante;<br />
ma piena di terra ha la bocca:<br />
la tua bocca! con i tuoi baci,<br />
già tanto accorati a quei dì!<br />
a quei dì beati e fugaci<br />
che aveva i tuoi baci&#8230; <em>Zvanî</em>!&#8230;<br />
che m&#8217;addormentavano gravi<br />
campane col placido canto,<br />
e sul capo biondo che amavi,<br />
sentivo un tepore di pianto!<br />
che ti lessi negli occhi, ch&#8217;erano<br />
pieni di pianto, che sono<br />
pieni di terra, la preghiera<br />
di vivere e d&#8217;essere buono!<br />
Ed allora, quasi un comando,<br />
no, quasi un compianto, t&#8217;uscì<br />
la parola che a quando a quando<br />
mi dici anche adesso&#8230; <em>Zvanî</em>&#8230;</p>
<p> </p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Giovanni Pascoli</strong>, da <em>Canti di Castelvecchio</em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em> </em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/piccole-luminose-cose.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

