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	<title>Istèria &#187; madre</title>
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		<title>Donnamadre</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 20:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto questa lettera e la pubblico per intero così come la ho ricevuta. Perché mi ha ricordato il perché qualche mese fa ho aperto questo blog. L&#8217;ho aperto perché volevo, io che avevo potuto rendere pubblico il mio dolore, dare uno spazio, una voce a voi, a qualcun altro, a chi fosse passato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;">Ho ricevuto questa lettera e la pubblico per intero così come la ho ricevuta. Perché mi ha ricordato il perché qualche mese fa ho aperto questo blog. L&#8217;ho aperto perché volevo, io che avevo potuto rendere pubblico il mio dolore, dare uno spazio, una voce a voi, a qualcun altro, a chi fosse passato di qua. E Stefania questa voce se l&#8217;è presa, si è autorizzata a farlo. E io sono orgogliosa di poter trascrivere le sue parole. E anzi ne vorrei di più. Perché il dolore che dice è un dolore forte che sa raccontarsi. Perché Stefania sceglie di farlo quando io perdo un poco di coraggio e allora voglio ringraziarla con tutto il cuore. Perché nelle sue parole di donna leggo forza, passione, lacerazione e generosità. </span></div>
<div><span style="font-size: small;">Scrivi ancora, Stefania, parlaci.</span></div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/picasso1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-794" title="picasso" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/12/picasso1.jpg" alt="picasso" width="104" height="124" /></a>Cara Patrizia, non ci conosciamo, ho visitato il tuo blog, ogni tanto lascio un commento&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size: small;">mal di mamma&#8230; tu fai delle domande, sono le stesse che mi sono posta negli anni&#8230; a volte senza una risposta concreta.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Ti dico una cosa ENORME</span></div>
<div><span style="font-size: small;">La tua mamma ti manca. Non so che mamma sia stata per te. Ma, ed e&#8217; un MA gigante, se hai avuto il suo calore, lei sara&#8217; sempre con te, e&#8217; dentro di te. Hai dei figli. I figli sono scissi da noi&#8230; Li partoriamo, gli indichiamo la strada, ma insieme alla vita li regaliamo un bel paio d&#8217;ali: sta a noi fargliele d&#8217;oro, d&#8217;argento, colorate o grigine.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Se le tue sono state colorate non essere triste, tu sei il suo proseguimento, Lei esiste attraverso di te. Metti in pratica ogni giorno le cose belle che ti ha donato e sorridi, solo questo vuole da te. Il tuo sorriso.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">So cos&#8217;e&#8217; quel morto nella pancia, mi e&#8217; stato incollato addosso per anni&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size: small;">la mia mamma e&#8217; viva, dopo anni di lotte, di analisi, costellazioni familiari, genogrammi ho capito a 49 anni che non e&#8217; colpa mia se non mi ama, se mi ha scaricato per un&#8217;altra vita, una figlia dell&#8217;amore con un uomo che non era mio padre.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">L&#8217;ultima volta che la vidi&#8230; le dissi che le sarei voluta stare vicina&#8230; che sta invecciando&#8230; 2 anni di silenzio&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size: small;">ho deciso che per troppi anni ho avuto male dentro e fuori, si&#8217;, a volte mi facevano male gli arti, me li sentivo amputati,,, senza una gamba, un braccio, una mano&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size: small;">ora basta, vivro&#8217; con il ricordo della pezzina bagnata d&#8217;aceto quando me la metteva sulla testa quando avevo male!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Sorridi Patrizia! La tua mamma e&#8217; esistita, la mia e&#8217; stata un fantasma&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Consapevole che ognuno vive il proprio dolore, il lutto deve finire un giorno, per trasmettere ai nostri figli la gioia di vivere. E&#8217; un dovere.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Ti abbraccio.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Stefania D&#8217;echabur</span></div>
<div><span style="font-size: small;">P.S. Se vuoi il mio messaggio lo puoi mettere nel blog, te l&#8217;ho inviato privatamente per delicatezza nei tuoi confronti.</span></div>
<div><span style="font-size: small;"> </span></div>
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		<title>E&#8217; successo ieri</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[patrizia]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; successo ieri ed è arrivato tutto insieme. 
 
Non me la sento più di prendermi cura di quel libro azzurro che porta in alto sopra il titolo il mio nome. Ho fatto tanto. Ho fatto abbastanza. In questo tanto e in questo abbastanza c&#8217;è stato tempo ed energia per portarlo all&#8217;attenzione del mondo. E&#8217; durato mesi e ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/11/foto-patrizia-067.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-680" title="foto patrizia 067" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/11/foto-patrizia-067-150x150.jpg" alt="foto patrizia 067" width="150" height="150" /></a>E&#8217; successo ieri ed è arrivato tutto insieme. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non me la sento più di prendermi cura di quel libro azzurro che porta in alto sopra il titolo il mio nome. Ho fatto tanto. Ho fatto abbastanza. In questo tanto e in questo abbastanza c&#8217;è stato tempo ed energia per portarlo all&#8217;attenzione del mondo. E&#8217; durato mesi e ancora dura, il mio piccolo libro, uscito un 3 giugno di caldo, mentre in casa editrice succedevano grandi cambiamenti che hanno impegnato uffici stampa e uffici immagine, che sembrava quasi irreale quell&#8217;albero invernale. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E&#8217; finito il tempo della promozione. E&#8217; un libro vecchio. Il tempo di vita di un libro sono tre settimane, mi era stato detto, il mio ha resistito all&#8217;estate e all&#8217;autunno. Per me è un libro bello che vive, ma del quale non mi occuperò più. Ho ancora quattro appuntamenti da qui a marzo. Li vivo serenamente. Mi sono esposta e mi è venuto naturale. Mi è mancata una presentazione torinese. Resta un po&#8217; un sogno andare in vetrina nella propria città. Non me ne sono occupata a suo tempo e non ho più voglia di farlo ora. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi ritiro dalle parole di mia madre. Mi ripiglio me stessa. Ciò che non è possibile fare coi figli di carne, dà le vertigini con i figli di carta. Altre parole e altre storie mi chiamano a sé, devo andare avanti e dedicarmi a quelle.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sono cresciuta col mio libro, tanto, ho capito di cosa è fatta la mia scrittura, che cosa mi interessa, ho guardato in faccia la vergogna e sono passata oltre, non ho più paura di me e del giudizio del mondo. Io oggi mi sento una scrittrice. Perché ci credo. Perché ci credo tanto. Perché credo di poter scrivere ancora. Perché quello che scrivo ha un valore. Lo ha avuto per molti di voi che mi hanno letto e continua ad averlo per me. Grazie.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Figlie a 90 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 07:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia patelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[gli utlimi occhi di mia madre]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[gli ultimi occhi di mia madre]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio sono stata ricevuta da una bella signora che si considera friulana ma che ha viaggiato molto e che oggi vive a Verona. Si chiama Francesca de&#8217; Manzoni. Ha insegnato tutta la vita e da qualche anno fa la poetessa. Ha 89 anni e vive da sola e scrive e legge tutto il giorno. Ama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/madre.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-394" title="madre" src="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/wp-content/uploads/2009/09/madre.jpg" alt="madre" width="102" height="127" /></a>Ieri pomeriggio sono stata ricevuta da una bella signora che si considera friulana ma che ha viaggiato molto e che oggi vive a Verona. Si chiama Francesca de&#8217; Manzoni. Ha insegnato tutta la vita e da qualche anno fa la poetessa. Ha 89 anni e vive da sola e scrive e legge tutto il giorno. Ama 4 figli e 6 nipoti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi ha cercata lei dopo aver letto il mio libro. Una delle tante persone che il libro ha portato nella mia vita cambiandola per sempre. Ma di questo ho detto <a href="http://www.patriziapatelli.com/Patrizia74/qualcosa-e-cambiato.html">qui</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;incontro è stato sconvolgente. &#8220;Quello che non mi è chiaro nel tuo libro è perché tutto questo odio verso tua madre, non ha fatto niente di così cattivo. Ho pensato un po&#8217; anche alla storia di Leopardi, che in fondo sua madre se lo portava in palmo di mano, gli dava tutto e lui l&#8217;ha tanto odiata. Invece, mia madre sì che è stata cattiva con me&#8230;&#8221; e la lista delle cose che Francesca non perdonerà a sua madre è stata molto lunga. La mamma di Francesca è mancata nel sonno quando era molto molto anziana.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Francesca non scriverebbe mai con rabbia di sua madre. Ha un&#8217;educazione diversa. Eppure le è tutto lì davanti e le brucia ancora immensamente. E io mi sono ricordata me prima della mia analisi quando non riuscivo a vedere altro che il mio rancore, ero completamente accecata dalla rabbia. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Oggi è diverso. Ho risolto, ho sciolto, ho compreso, ho capito. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non c&#8217;è un rapporto immediato di causa ed effetto tra il male ricevuto e il male percepito. Ci sono eventi nell&#8217;infanzia (non solo, ma quella è sicuramente una fase fondamentale) che per un bambino sono acqua fresca e per un altro diventano il dramma di una vita.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ieri ho avuto davanti una figlia di quasi 90 anni che sta cercando un modo di raccontare sua madre, che ancora si domanda perché. Io mi sono sentita più grande, non di vita (che di vita nella sua vita c&#8217;è davvero una vita lunghissima che ha attraversato una guerra e mezza), ma di questione superata. E ho capito che l&#8217;amicizia e lo scambio per davvero non hanno età. E ho capito che si può non finire mai di esser figlie e pur nella memoria una madre può non smettere mai di essere madre e cattiva madre.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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