Vorrei essere Andrea De Carlo?

sabato, ottobre 3, 2009 0:54 | Filled in noi

A L’Era Glaciale stasera c’era anche Andrea De Carlo. Magari ero distrutta da una settimana di corsa e mi stavo addormentando per poi risvegliarmi in preda alla ciclica insonnia. Magari sento un po’ tanto la mancanza di una giornata tutta mia, magari, magari, magari, … ma ho ricominciato a pensare che non potrò mai essere una vera scrittrice perché ho messo su famiglia. Forse è vero. Sì, la stanza tutta per sé, ma magari quella c’è, è che è vuota.

  la casalinga

Andrea De Carlo, che ha dimostrato sul campo con ben quindici libri di essere all’altezza del suo privilegio, almeno per quanto concerne la repubblica delle lettere, dice che ha una figlia (grande? che viveva con lui? di cui si è occupato lui? con chi?) e poi ha una famiglia composta da molte persone e da molti animali (dire molti di una famiglia….) e poi ha una casa in città e una in campagna perché quando scrive deve isolarsi dal mondo per dedicarsi alla costruzione di un altro mondo. E io mi sono detta…ecco perché sto libro fatico a cominciarlo… non posso assentarmi dal mondo. Perché se lo faccio per un’ora penso che quel tempo sarebbe meglio speso a stirare perché se no poi mi tocca farlo all’una di notte, perché magari quell’ora me la prendo mentre i bimbi sono in casa con me e allora devo sempre avere l’orecchio teso alle loro richieste e la mano pronta a soddisfarle, perché se mi siedo a leggere un libro poi mi viene il senso di colpa perché sono due settimane che non pulisco casa e allora mi metto a raccattare polvere, perché tra il lavoro, la danza, il calcio, le lavatrici, il marito che continua a dirmi che non mi occupo più di lui e che lui è tanto preso e deve darci dentro perché lo stipendio importante, quello che ci permette di vivere è il suo, io che bramo solo scrivere e allora i pensieri me li appuno mentre mi depilo le gambe se mi rimane spazio in testa perché in quel mentre devo organizzare la giornata successiva con le cose da fare per me, per i bimbi, la scuola, ecc…, ueh!, ragazze, e dico ragazze, ma anche ragazzi se volete portare la vostra testimonianza, ma siete messe anche voi così?

 

Poi mi piglia la disperazione, poi mi sveglio invincibile e giuro che io ce la faccio, ma è poi possibile farcela per davvero? In fondo Sibilla Aleramo ha mollato marito e figlio e ha vissuto più o meno in gloria, amore e felicità e invece Sylvia Plath si è ammazzata. Riusciremo a creare un altro modello? La risposta è : BISOGNA, DONNE! Sì, ce la faremo. Sì, ce la farò.

 

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4 commenti to Vorrei essere Andrea De Carlo?

  1. Luca says:

    ottobre 3rd, 2009 at 20:10

    Molti anni fa, forse facevo le medie, vidi alla televisione un’intervista di Natalia Ginzburg. Allora pensavo che lo scrittore passasse le sue giornate, tutto il suo tempo, a scrivere e quindi era normale che gli scrittori scrivessero tanti libri. Invece la Ginzburg disse che trascorse anni senza scrivere, che non riusciva a trovare l’ispirazione e doveva occuparsi della famiglia, e allora era molto triste.
    Oggi tutti scrivono, vado nelle librerie e cerco i libri. I veri libri li devo cercare perché quelli esposti sono sempre e solo quelli delle grandi case editrici, scritti dai soliti scrittori da classifica che devono produrre un libro ogni anno, da melensi giornalisti, da cantanti, calciatori, veline, conduttrici televisive, e la lista potrebbe continuare. Ma io cerco i libri degli scrittori, smonto gli scaffali, tiro fuori i libri, li apro e inizio a leggere la prima pagina e non riesco ad emozionarmi, ma se ne trovo uno che mi appassiona, sono felice. Oppure cerco un libro di cui ho letto una recensione ma non lo trovo, perché “lo scrittore” viene pubblicato da una casa editrice che non può permettersi di promuoverlo, allora chiedo a commessi a cui non interessa la letteratura, di ordinarmeli, devo aspettare (lo stesso accade per la musica), ma quando arrivano, corro a prendere il mio “tesoro” e mi sento ricco.
    Certo che per scrivere occorre il talento, e il tempo, magari anche molti soldi, così il tempo lo hai perché forse hai anche qualcuno che cucina per te, che ti guarda i figli, ti risolve tanti problemi. Ma per creare qualcosa di speciale bisogna sudare, soffrire, mettersi in gioco, combattere contro te stesso e il tempo e innanzitutto vivere tra la gente, e anche lavorare, se non puoi fare altrimenti. Ma se passi tutto il giorno nella tua stanza a scrivere, poi frequenti gente con i soldi, e solo gente che fa quello che fai tu. Finisci per scrivere solo di loro e di te, magari scrivi anche qualcos’altro ma non è il tutto. E gli altri, quelli che devono correre e sgobbare? Ma che hanno anche bisogno di leggere un libro, uno vero, e ogni tanto di trovarcisi dentro.
    Mi dispiace per Andrea De Carlo e tanti altri scrittori famosi. Loro hanno scritto tanti libri, peraltro alcuni molto belli, ma la maggior parte li ho trovati noiosi, non mi hanno emozionato. Però vendono perché hanno una promozione impeccabile e perché la gente non ha la voglia e il tempo di sperimentare e sperimentarsi.
    A volte mi arrabbio e mi deprimo perché non riesco a trovare il tempo per fare quello che mi appassiona, perché richiede concentrazione ed energia. A volte la sera sono talmente stanco che dopo 10 minuti devo andare a dormire, poi dormo male e sono triste perché penso che il tempo passa e non combino niente, non riesco a fare bene ciò che amo.
    Io non conosco gli scrittori, ma i musicisti che fanno dischi che non vanno in classifica, che lavorano e devono occuparsi dei figli e a volte devono pure portare fuori il cane, che suonano di notte, e dormono solo tre ore e accade che svengano per strada, hanno case sporche, con il frigo vuoto, i piatti sbeccati, i vestiti non hanno tempo di stirarseli, litigano con il marito o la moglie e i figli, hanno i sensi di colpa per mille altre cose, si incazzano perché nessuno li capisce, nemmeno io che provo a capirli perché gli voglio bene e amo quello che fanno, perché riesce a rendere la mia vita speciale . Ci mettono quattro anni a fare un disco, se lo devono produrre perché nessuno ti da i soldi per farlo. Poi occorrono altri due anni per trovare qualche pazzo che te lo pubblica e tutti dobbiamo correre come matti per promuoverlo e poi lo scaricano gratis e non prendono un soldo. Ma quei dischi hanno canzoni stupende, che mi emozionano, che mi fanno amare la vita e i miei amici musicisti ogni tanto provano una gioia speciale e mi dicono che vale la pena vivere la loro pazza vita. E’ il prezzo per quella piccola gioia, per quell’emozione che fanno provare a chi li ascolta (o li legge).

    Patrizia: tu lo troverai il tempo per scrivere, per scrivere un altro “vero” libro. Perché sei una scrittrice, e nessuno, nemmeno il tempo può toglierti ciò che sei. Tra tutti i tuoi impegni, incollerai i barlumi di coscienza, li attaccherai uno ad uno con fatica, paura, rabbia, ma alla fine sentirai la musica delle parole. E leggeremo un secondo magnifico libro.
    Take your time.

  2. Sandra Mazzinghi says:

    ottobre 4th, 2009 at 07:58

    Ciao, io scrivo da quando avevo 4 anni. E da grande, ho sempre detto che, farò la scrittrice. Ho 43 anni, non ho pubblicato un libro, ho collaborato con testate qua di Livorno e riviste on line, c’è qualcosa anche in internet, ho sempre pensato alla famiglia mettendo da parte i sogni. Ho un angolo con una scrivania antica e sulla sinistra una vetrata che guarda il mare. Manca il tempo? A volte mi dico di sì, perchè con due bambini, lavoro impegnativo, mi occupo di cultura e spettacolo all’assessorato alla cultura della mia città, casa da gestire, spesa, marito (che aiuta e che incoraggia…)
    Ma non è il tempo o una bella scrivania che fa di una persona uno scrittore… negli ultimi anni ho capito che il manoscritto era in testa, ma non riuscivo a buttarlo fuori sulla penna perchè avevo paura di sfidare me stessa…
    Dopo una vita che dico: voglio fare la scrittrice… oh, è una bella prova…
    E poi l’ispirazione non viene nel tempo che hai a disposizione, magari sono appollaiata sul divano o nelle gradinate di pallavolo mentre guardo il piccolo allenarsi e scrivo dieci pagine fitte fitte… Oppure quando sono in autobus e vedo un albero colorato di fiori, oppure quando mio figlio grande mi guarda con quegli occhi in cui trovo me stessa…
    E ho scoperto che quando mi porto dietro questo netbook di solito non scrivo nulla. Scrivo all’improvviso sui fogli che trovo, mi prometto sempre di portarmi il blocco nella borsa, a volte ce l’ho a volte no.
    Quindi, ora sono a pagina 30 di un romanzo storico ambientato qua a Livorno, e lo porto avanti nei momenti più impensati.
    Pat, tu hai già scritto un libro, e ce l’hai fatta…
    Sei già una scrittrice… Io ci sto provando!
    Un abbraccio. Sandra

  3. stefania says:

    ottobre 4th, 2009 at 13:45

    Ciao, la mia amica Sandra(amica di penna e dell’anima),mi ha consigliato di passare dal tuo blog.
    Amo scrivere, non ci credevo neppure io di essere in grado di farlo per gli altri… poi e’ successo.
    Attualmente scrivo articoli su una rivista della mia citta’LIVORNONONSTOP, i miei racconti sono nel cassetto, il mio romanzo e’ iniziato e fermo alla trentesima pagina, nel frattempo ho iniziato una fiaba. Anch’io mi dico spesso che non ho tempo,in parte e’ vero, ma forse e’ anche vero che l’esplosione deve ancora avvenire per mettere per iscritto cio’ che alberga dentro di te…
    Ho visto il tuo libro e mi tocca personalmente… io ho iniziato a scrivere dopo la morte di mio padre, tanto dolore, ma anche quel senso di essere libera… non so se e’ caratterizzato dalle tue stesse vibrazioni… ma succede…
    Dimmi, dove si puo’ acquistare il tuo libro?
    In bocca al lupo e non mollamio… MAI!
    un caro abbraccio Stefania

  4. patrizia patelli says:

    ottobre 4th, 2009 at 21:44

    Per Luca:
    io credo che tu sia più o meno un angelo. Capisci, intuisci, leggi e dici. E ascolti. E non hai paura di esprimerti. Vuoi raccontare qualcosa di più su di te. Cosa fai? Cosa suoni? Come? Dove, quando?
    Intanto, grazie.

    Per Sandra:
    Sandra mia, vedo che allora siamo più o meno sulla stessa barca e che nonostante tutto non molliamo. Solo che non basta publicare un libro per chiamarsi scrittori e fatta non è mai. Una cosa che ha detto De Carlo quella famosa sera e che la penso vera, è che dopo ogni libro lui si dice che è l’ultimo, che l’ispirazione non ci sarà più e in potenza è vero, potrebbe non scriverne più. Mi piace, tuttavia, chiamarmi scrittrice perché mi sento scrittrice, mi vivo scrittrice, il mondo che io penso lo penso prima a parole e le mie emozioni me le formulo a parole prima che col corpo, e le parole le sento vive e vere più di ogni altra cosa, sono la mia forza, la mia gioia, l’unica cosa che davvero può farmi ritornare in vita quando l’inconsolabilità prende il sopravvento. In questo senso, scrittrice , mi pare lo sia anche tu. Comincia anche tu a specchiarti la mattina e a chiamarti scrittrice. Tu sei una scrittrice. Non tutti gli scrittori riescono a pubblicare libri. Pubblicare libri prevede anche una dose di fatalità che non c’entra nulla col talento.

    Per Stefania:
    benvenuta e spero tu non sia di passaggio. Questa può essere anche per te una casa. Il mio libro dovrebbe essere acquistabile in qualsiasi libreria, almeno su ordinazione, e poi sul sito dell’editore (www.sironieditore.it) o in qualsiasi libreria on line (bol, ibs, webster, …). Un abbraccio anche a te.

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